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sabato 15 dicembre 2018

Cronaca venerdì 30 novembre 2018 ore 18:55

Ladro ucciso, il gommista piange ma non risponde

Fredy Pacini è scoppiato in lacrime ma si è avvalso della facoltà di non rispondere durante il primo interrogatorio davanti al pm



AREZZO — C'era grande attesa per il primo interrogatorio di Fredy Pacini, il gommista che ha sparato e ucciso Vitalie Tonjonc, un giovane moldavo che si era introdotto nella sua azienda insieme a un complice per rubare. Tuttavia il gommista ha deciso di non aprire bocca davanti al pm, avvalendosi della facoltà di non rispondere. L'uomo è apparso sconvolto e quando si è seduto davanti al pubblico ministero è scoppiato in lacrime.

In merito alla decisione di non rispondere alle domande del titolare dell'inchiesta, l'avvocato difensore ha spiegato che Pacini, prima di parlare, intende prendere visione insieme a lui dei risultati completi dell'autopsia sul corpo della vittima. L'esame autoptico è stato eseguito oggi e il referto finale sarà disponibile fra sessanta giorni. Pacini e il suo legale hanno chiesto ai pm di effettuare un sopralluogo nella ditta dove è avvenuto l'omicidio, a Monte San Savino.

I primi accertamenti sul corpo del moldavo hanno chiarito che il giovane è stato colpito ad una gamba e al fianco. Di quest'ultimo colpo i medici legali non hanno trovato il foro di uscita ed è probabilmente quello che, lesionando l'arteria femorale, ha provocato l'emorragia fatale.

Inizialmente era stata diffusa la notizia che il trentenne era incensurato. Invece i carabinieri di Arezzo hanno scoperto che Tonjoc aveva numerosi precedenti per furti in Italia e un'ordine di carcerazione della procura di Milano che pendeva sulla sua testa. Per rientrare in Italia, nel settembre scorso, l'uomo aveva utilizzato un passaporto moldavo che, come consentito in quel Paese, riporta accanto al suo cognome quello della moglie, circostanza che in caso di controlli ha reso più difficoltosa la sua identificazione.

Il caso Pacini è approdato in Consiglio regionale toscano  con un ordine del giorno presentato dalla Lega che chiedeva alla Regione di stanziare diecimila euro per contribuire alle spese legali del gommista. L'ordine del giorno è stato respinto a maggioranza.



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