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lunedì 21 ottobre 2019

Attualità giovedì 10 dicembre 2015 ore 16:50

Salvini ad Arezzo... senza bacchetta magica

Il segretario del Carroccio in piazza insieme agli obbligazionisti di Banca Etruria: "Se Renzi ha le palle chieda un miliardo di euro a Bruxelles"



AREZZO — Il segretario federale della Lega Nord è il primo politico di spessore nazionale a presentarsi nel comune toscano dove ha sede l'istituto di credito più esposto dopo il decreto salvabanche del governo. 

E infatti il suo primo pensiero è rivolto a chi non c'è. All'aretina più in vista del momento: la ministra delle riforme Maria Elena Boschi.

"E' un dovere essere qua - ha tuonato -. Su questo camioncino ci dovrebbe essere il ministro Boschi".

Salvini ha deciso di cavalcare la protesta, pur senza avere in tasca la soluzione al problema delle migliaia di obbligazionisti che hanno perso tutti i loro investimenti dalla sera alla mattina con la costituzione delle good bank e delle bad bank.

"Non abbiamo la bacchetta magica, lo dico subito - ha detto Salvini -. Non me ne frega nulla se è colpa di Bruxelles o del Governo, il punto è che non ci dovete rimettere voi, voi obbligazionisti, azionisti, contocorrentisti che avete salvato con 60 miliardi le banche tedesche e francesi. Qui si parla di meno un miliardo. Se Renzi ha le palle, vada a richiedere quel miliardo all'Europa".

"Sarei contento - ha aggiunto - di ricevere una telefonata di Renzi, Lo dico senza ironia né polemica. non mi interessa il colore politico. Sono a disposizione. Se hai voglia di fare una battaglia insieme a Bruxelles, invece di parlare della circonferenza delle arance, parliamo di questi 150 mila rovinati".

Prima di concludere la sua arringa, Salvini ha chiesto alle persone presenti in piazza di osservare un minuto di silenzio per il pensionato di Civitavecchia che si sarebbe tolto la vita dopo aver perso i 100mila euro che aveva investito nelle obbligazioni di Banca Etruria.

L'ultimo pensiero Salvini lo ha riservato alla politica e ai controllori. "Dove è la Banca d'Italia - si è domandato il segretario -, su cosa vigilava, cosa controllava? Dove era la Banca Europea, dove erano i controllori?".

"Noi - ha aggiunto - chiediamo di sapere a chi ha dato i soldi la banca Etruria: nomi e cognomi, imprese, associazioni...non vorremmo fosse stato finanziato qualche partito politico, non vorremmo che i risparmiatori pagassero i finanziamenti allegri a qualche partito politico".



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