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domenica 25 giugno 2017

ECONOMIA E TERRITORIO, DA GLOBALE A LOCALE — il Blog di Daniele Salvadori

Daniele Salvadori

DANIELE SALVADORI - Direttore Generale BPLaj, classe 1957, vive a Lajatico da sempre. All'età di 21 anni inizia a lavorare alla Banca Popolare di Lajatico della quale assume l'incarico di Direttore Generale nel 1999. Appassionato di storia e cultura locale, si occupa anche di economia sostenibile, finanza etica e temi di educazione finanziaria. Ama viaggiare e il suo motto è quello della banca che dirige:"PENSARE GLOBALE - AGIRE LOCALE".

La trebbiatrice

di Daniele Salvadori - venerdì 02 giugno 2017 ore 08:10

Foto di: Il Sussidiario.net

Tra il 1920 ed il 1930 i dirigenti della Banca Popolare di Lajatico si resero conto che i piccoli coltivatori della zona, profondamente legata all'agricoltura, non avevano la possibilità di far evolvere l'attività dei loro poderi in quanto impossibilitati all'acquisto delle moderne macchine agricole.

Non si potevano permettere tale innovazione!

Quegli amministratori lungimiranti fecero acquistare dalla Banca due nuove trebbiatrici; una macchina grande ed una piccola in modo da poter soddisfare le esigenze dei diversi appezzamenti di terreno.

Quindi cedettero in uso ai vari soci agricoltori le nuove macchine, sia a giornata che ad ore, ricevendo in cambio un canone di affitto.

Questa semplice ma fondamentale decisione contribuì allo sviluppo economico della zona e risollevò le sorti di molte famiglie contadine.

Chi amministra oggi la stessa banca si chiede cosa può essere la "trebbiatrice del nuovo millennio".

La risposta che ci siamo dati è la stessa di quasi 100 anni fa: si tratta dell'innovazione, della ricerca, della capacità di investire guardando al futuro.

In effetti la grave crisi decennale che ha decimato il segmento delle nostre piccole e micro imprese sta lasciando il posto a timidi segnali di una modesta ripresa. Questo nuovo ciclo però non sarà "libero tutti" ma richiederà uno sforzo notevole proprio in tema di investimenti rivolti all'innovazione. Coloro che intuiranno ed applicheranno questo percorso virtuoso cavalcheranno la ripresa.

Molti osservatori ritengono infatti che si sia chiuso un ciclo quasi "antropologico". Quello per il quale molti operai si trasformarono in piccoli imprenditori e poi, attraverso la nota flessibilità tutta italiana, sono sopravvissuti a diverse fasi critiche; ma non a questa crisi così forte e di durata inusuale. In molti casi le aziende sono crollate di fronte ad un ricambio generazionale non compiuto o compiuto male.

È' quindi su questi temi che si giocherà la partita della ripresa ed è importante che tutti gli attori coinvolti lo tengano presente.

Daniele Salvadori

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