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giovedì 18 luglio 2019

Attualità martedì 15 settembre 2015 ore 17:00

Carceri, meno detenuti ma rimangono i problemi

Il garante dei detenuti, Franco Corleone, in commissione Affari istituzionali, ha dichiarato che questo non vuol dire aumento della qualità della vita



FIRENZE — I detenuti in carcere sono circa 3.000, rispetto agli oltre 4.500 del 2010-2011. A questa diminuzione di presenze, però, non ha corrisposto un aumento significativo della qualità della vita.

Intervento del Garante per i diritti dei detenuti, Franco Corleone, alla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), per discutere dell’attività svolta nel corso del 2014.

Corleone ha rilevato che rimane critica la situazione strutturale degli edifici penitenziari, mentre l’assistenza sanitaria non viene garantita in modo omogeneo, dal punto di vista delle attrezzature e degli spazi, ma anche in termini di orari e presenze.

La componente femminile, pari a circa il 4,2% della popolazione detenuta, vive inoltre una condizione di marginalità pesante. Non è, infine, stato ultimato il processo di chiusura dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo fiorentino, con il passaggio degli internati dal regime carcerario a quello sanitario.

L’impegno per l’anno in corso si svilupperà, in particolare, sulla riabilitazione dei sex offenders, detenuti per reati sessuali ai danni di donne e minori, sulle problematiche specifiche per i detenuti stranieri e per i tossicodipendenti, sulle criticità dei trattamenti sanitari obbligatori.

La commissione ha esprsso "apprezzamento per l’attività svolta dal Garante regionale” e ribadisce l’impegno assunto con la sua istituzione “a contribuire ad assicurare la finalità rieducativa della pena ed il reinserimento sociale dei condannati”.

Più in generale, si cerca di garantire “l’effettivo godimento dei diritti civile e sociali, in particolare l’assistenza sanitaria di competenza regionale, e di rimuovere gli ostacoli al godimento di tali diritti all’interno delle strutture restrittive della liberà personale”.

“Il Garante è solo una foglia di fico sul disastro del sistema carcerario italiano” ha affermato il consigliere Marco Casucci, motivando voto contrario alla proposta del gruppo Lega Nord.



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