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mercoledì 17 luglio 2019

Attualità sabato 13 aprile 2019 ore 15:28

La cantina del Masseto plasmata nell'argilla blu

Il capolavoro dell'architettura progettato da Hikaru Mori e Maurizio Zito per una delle etichette più ricercate apre ufficialmente le sue porte



CASTAGNETO CARDUCCI — Scavata nelle profondità dell’antica argilla blu su cui sorge il vigneto, la nuova cantina del Masseto apre ufficialmente le sue porte.

“Questa cantina rende omaggio al passato, al presente e al futuro del Masseto, celebrando l’incredibile storia di un vino nato quasi per caso - ha dichiarato il Ceo di Masseto, Giovanni Geddes da Filicaja - Abbiamo dedicato anni alla pianificazione e alla costruzione della ‘casa’ ideale per il Masseto. Un luogo frutto di trent’anni di esperienza, dove ogni dettaglio è stato studiato con dedizione per soddisfare le precise esigenze del nostro team di enologi”.

Nell’edificio interrato, che ricorda i templi sacri dell’antichità, l’impatto tecnologico è stato ridotto al minimo. “Qui nulla manca o supera il necessario - ha raccontato Axel Heinz, direttore di Masseto, sottolineando che lo stile di vinificazione della Tenuta, connubio di austerità, modernità e tradizione, resterà rigorosamente inalterato  - Fare vino per noi significa limitare i processi, ridurre gli interventi, in linea con la filosofia ‘less is more’”.

La cantina è stata progettata dagli architetti Hikaru Mori e Maurizio Zito. In superficie, solo il basso profilo dell’area di ricezione delle uve e della vecchia casa di Masseto, oggi restaurata, emergono dalla collina. 

La cantina è studiata per ospitare un ciclo produttivo a caduta e protetta dalle naturali proprietà isolanti dell’argilla blu. Gli architetti hanno soprannominato il loro concept di design sotterraneo ‘la cava’. 

“Per raccontare l’impegno necessario a produrre questo vino, abbiamo deciso di creare una serie di spazi non costruendoli, ma scavandoli nel corpo monolitico della collina. La diversità dei volumi, delle altezze interne e la disposizione su più piani richiama la struttura di una miniera d’oro, che insegue i filoni di metallo prezioso fino al giacimento centrale”, ha illustrato l’architetta di origini giapponesi Hikaru Mori.

La cornice architettonica della cantina è stata realizzata con calcestruzzo gettato in opera. All’interno, predominano linee nette in vetro e acciaio, bilanciate dalle lunghe file di botti di rovere. Le vaste superfici ruvide e intagliate sono il simbolo del processo estrattivo da cui è nata l’opera, mentre le aperture nelle pareti lasciano intravedere i profili verticali dell’inconfondibile argilla blu che contraddistingue il suolo di questo vigneto. Il cuore della struttura è occupato dalla prestigiosa cantina dei vini della Tenuta, il Caveau Masseto. Qui, in condizioni perfette, sono conservate bottiglie di ogni annata dal 1986, ciascuna sorretta dalla propria ‘culla’ in acciaio inox. 

L’annata 2018 è stata la prima a essere vinificata in questa cantina, dalla nuova enologa di Masseto, Eleonora Marconi.




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