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Economia lunedì 04 agosto 2014 ore 13:39

Cna, male l'edilizia nel fiorentino

Servizio di Elena Guidieri

I dati del 2013 su fatturati, retribuzioni e consumi delle imprese: ottima prova della metalmeccanica e artigianato, ancora male pelle e riparazioni



FIRENZE — Meglio di un anno fa e meglio del dato regionale. È quanto emerge dal rapporto Trend, l’analisi congiunturale sull’andamento 2013 dell’economia artigiana della provincia di Firenze.

L’indagine, condotta analizzando alcuni indicatori di bilancio (fatturato, retribuzioni e consumi) di un campione di imprese associate, registra un lieve calo dei ricavi complessivi, che si attestano a 2,242 miliardi di euro per una perdita, rispetto al 2012, di 9,3 milioni (- 0,4%). Una perdita che, se comparata con il dato regionale ( - 3,3%), appare alquanto contenuta.

Sul fronte delle due principali voci di costo (consumi e retribuzioni) l’artigianato fiorentino migliora i dati già positivi del 2012: i consumi sono cresciuti del 3,4% ( in termini assoluti 3,5 milioni di euro) e le retribuzioni addirittura di un 5,85% ( in aumento di 23 milioni rispetto al 2012). In entrambi i casi meglio di quanto registrato alla scala regionale (retribuzioni +1,9% ; consumi - 3,9%).

A livello dei macrosettori l’analisi mostra dati positivi rispetto al 2012 per il manifatturiero ( in crescita del 1,7% ) e negativi per edilizia ( - 2,2% ) e servizi ( 1,8%).

Con quasi 981 milioni di fatturato complessivo, 14 in più rispetto all’anno precedente (+1,7%), il manifatturiero si conferma il macrosettore principale per giro d’affari (43,7% dell’intero valore dell’artigianato della provincia di Firenze).

Al buon risultato del manifatturiero ha concorso la performance della metalmeccanica (nel 2013 diviene il comparto principale di tutto il macrosettore raggiungendo la quota del 37,3%) che con oltre 366 milioni di euro di fatturato ha segnato un aumento di quasi 40 milioni di euro rispetto allo 2012 (+ 11,8%) tornando a valori vicini a quelli del 2011. Tale andamento, per la metalmeccanica fiorentina, si è manifestato anche sul fronte dei costi, con consumi e retribuzioni in crescita.

Diverso il discorso per la pelletteria fiorentina: il fatturato, fermo a 360 milioni di euro, ha registrato una perdita del 6% rispetto al 2012. Tuttavia il trend di lungo periodo resta positivo e su livelli più elevati rispetto al 2009.

Se il legno si è mantenuto stabile rispetto al 2012 ( con lieve crescita di fatturato e di consumi), il settore residuale del manifatturiero ad aver ottenuto i migliori risultati è l’oreficeria, che ha guadagnato il 28,9% con un fatturato in termini nominali superiore ai 20 milioni.

Il tessile ( 81 milioni di volume d’affari) ha invece perso l’ 1,0% mentre l’alimentare, in tendenza con il dato regionale, il 4,2%.

Anche nel 2013 l’edilizia continua ad essere il macrosettore più in sofferenza: il fatturato complessivo, fermo a 773 milioni di euro, ha perso 17 milioni rispetto all’anno precedente. La diminuzione, in linea con quella registrata a livello regionale (-2,9%), testimonia il persistere delle difficoltà per le costruzioni fiorentine e lascia difficilmente presagire una ripresa per i prossimi anni.

I dati dell’indagine Trend si intrecciano poi con la fotografia, tutt’altro che positiva, dell’andamento demografico dell’artigianato di Firenze: nel quinquennio 2008-2013 il numero delle imprese in attività è passato da 31.935 a 30.479 e gli occupati sono scesi da 95.805 a 91.437.

Guarda l'intervista al presidente della Cna Firenze, Andrea Calistri 

Andrea Calistri, presidente Cna Firenze - Intervista


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