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sabato 10 dicembre 2016

Attualità mercoledì 22 luglio 2015 ore 16:20

Dodici infrastrutture per non rimanere senz'acqua

Il Piano d'ambito presentato dall'Ait raccoglie gli interventi strategici per i prossimi 10 anni. Costo: 779 milioni, ma non pagheranno solo i toscani

FIRENZE — Il documento realizzato dall'Autorità idrica toscana è stato redatto il primo luglio scorso, entro 90 giorni dovrà essere approvato dalla Regione e dovrebbe diventare operativo da inizio 2016. 

Un piano di durata trentennale, che mette nero su bianco però gli interventi strategici già previsti da completare nei prossimi 10 anni.

Ecco l'elenco completo:

1) Sistema integrato per approvvigionamento idropotabile del litorale Apuo-Versiliese e del sistema Lucca-Pisa-Livorno con la razionalizzazione dell'uso delle risorse derivanti dagli acquiferi Serchio, Magra e Alpi Apuane. Costo: 152.500 euro

2) Approvvigionamento idropotabile Isola d'Elba al fine di garantire l'autonomia idrica. Costo: 18.000 euro

3) Montagnola della Val d'Elsa senese. Costo: 80.000 euro

4) Adduzione e distribuzione dell’acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio per il Valdarno Aretino. Costo: 21.600 euro

5) Adduzione, potabilizzazione e distribuzione dell’acqua proveniente dall’invaso di Montedoglio per la Valdichiana Senese e Aretina. Costo: 18.000 euro

6) Invaso per uso potabile di Pian di Goro collegamento e completamento con la dorsale Alta-Bassa Val di Cecina. Costo: 93.000 euro

7) Raddoppio dorsale Arbure. Costo: 63.200 euro

8) Potenziamento dell'utilizzo della falda idrica pratese con incremento e miglioramento qualitativo dell'acqua emunta tramite la realizzazione di nuovi pozzi. Costo: 21.000 euro

9) Bilancino su Prato. Costo: 25.000 euro

10) Serchio-Arno. Costo: 67.000 euro

11) Realizzazione di dorsale di adduzione denominata “Anello Senese”. Costo: 70.000 euro

12) Realizzazione di un dissalatore sulla costa nord della provincia di Grosseto e raddoppio della dorsale sud dalle sorgenti del Fiora. Costo: 150.000 euro.

Nel complesso si tratta di interventi da 779 milioni di euro, che verranno in parte pagati dagli utenti toscani direttamente in bolletta. Non potendo però aumentare le tariffe a dismisura la Regione sarà costretta a trovare nuove fonti di approvvigionamento: con buona probabilità si tratterà di fondi comunitari.

Il piano d'ambito però fotografa anche gli interventi necessari alla manutenzione delle infrastrutture già esistenti: 33mila km di acquedotti, 15mila km di fognature e 1200 impianti di depurazione.

Serviranno 13 miliardi in 30 anni, ovvero quasi mezzo miliardo l'anno. Al momento le società che si occupano della gestione del servizio idrico sono in grado di investire massimo 80 milioni l'anno in tutto. 

Il che significa che da qui all'approvazione definitiva del piano d'ambito, società e sindaci dovranno stabilire le priorità compatibilmente con le risorse a disposizione.

Servizio di Tommaso Tafi
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