Toscana Media News quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5865 del 8.03.2012.
FIRENZE
Oggi 16°19° 
Domani 12°19° 
Un anno fa? Clicca qui
martedì 15 ottobre 2019

Attualità lunedì 13 luglio 2015 ore 11:46

E' morto don Arturo Paoli, giusto tra le nazioni

Sacerdote, religioso e missionario lucchese, attivo soprattutto in America latina, apparteneva ai Piccoli Fratelli del Vangelo. Aveva 102 anni



LUCCA — "Fratel Arturo Paoli, Sacerdote e Piccolo Fratello del Vangelo, è tornato alla Casa del Padre, stanotte, alle 0,45 nella sua abitazione presso la Canonica della Parrocchia di San Martino in Vignale", ha reso noto l'arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani. "L'Arcivescovo ringrazia il Signore per il dono straordinario che fratel Arturo è stato per la Chiesa nei lunghi anni del suo ministero in Italia e all'estero, in particolare a favore dei più poveri, e si fa vicino alla comunità dei Piccoli Fratelli del Vangelo di Spello e a tutti coloro che in questo momento, anche se illuminati dalla fede nella Risurrezione, sentono il peso dell'umanità per la scomparsa di 'don Arturo'. L'Arcivescovo comunica altresì che la salma di don Arturo sarà esposta nella chiesa parrocchiale di San Martino in Vignale già da lunedì 13 dal pomeriggio e anche per l'intera giornata di martedì 14 luglio. 

Mercoledì 15 sarà trasportata nella chiesa di San Michele in Foro, luogo cittadino dove per anni ha svolto il suo ministero e sua parrocchia di origine, dove sarà esposta alla cittadinanza dalle ore 8 alle 17. La celebrazione Eucaristica con il rito delle esequie si terrà nella chiesa Cattedrale sempre mercoledì 15 luglio alle ore 18. 

Don Arturo Paoli ha espresso la volontà di essere sepolto nel piccolo cimitero di San Martino in Vignale. 

Fratel Arturo Paoli aveva ricevuto, tra l'altro, il titolo di "Giusto tra le nazioni" per il suo impegno a favore degli ebrei perseguitati in Brasile durante la seconda guerra mondiale. Nel 2006 aveva ricevuto la Medaglia d'oro al valor civile per le mani del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi perché - recitava a motivazione - "nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, con encomiabile spirito cristiano e preclara virtù civica, collaborò alla costruzione di una struttura clandestina, che diede ospitalità ed assistenza ai perseguitati politici e a quanti sfuggirono ai rastrellamenti nazifascisti dell'alta Toscana, riuscendo a salvare circa 800 cittadini ebrei". 

Lo scorso marzo era stato ricevuto in Vaticano da Papa Francesco, che conosceva in Argentina: "Al Pontefice - raccontò - ho portato una bottiglia d'olio e un'immagine del Volto Santo, l'antico crocifisso che è simbolo dei fedeli lucchesi. Ci siamo abbracciati, abbiamo parlato un po', e poi siamo andati a pranzo".



Tag

Siria, Conte: «Italia capofila sullo stop alle armi», poi perde la pazienza con il cronista: «Mi faccia rispondere»

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Cronaca

Attualità