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martedì 22 ottobre 2019

Attualità giovedì 29 settembre 2016 ore 21:45

"Al passato grazie, al futuro Sì"

Servizio di Serena Margheri

Il segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi all'Obihall di Firenze per l'inizio della campagna per il referendum costituzionale



FIRENZE — Con il tricolore ben steso sul palco, video e colonna sonora parte la corsa per il Sì. "Al passato grazie, al futuro Sì": questo il titolo scelto dal presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi per il lancio da Firenze della campagna per il sì al referendum costituzionale del 4 dicembre.

E' durato un'ora l'intervento di Matteo Renzi all'Obihall di Firenze. Un luogo simbolo quello scelto, teatro di molte convention organizzate da Renzi: prima come presidente della provincia di Firenze, poi come primo cittadino, per arrivare fino ad oggi, segretario del Pd e presidente del Consiglio.

In platea, in un teatro dove si sono raccolte si e no un migliaio di persone, anche qualche sedia vuota, mentre prima dell'arrivo di Renzi, i militanti ne avevano anche tolte alcune file. Seduti in prima fila la moglie del premier Agnese Landini, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il vignettista e neo direttore dell'Unità Sergio Staino, il tesoriere nazionale del Pd Francesco Bonifazi, presente anche Graziano Cioni, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il segretario del Pd della Toscana Dario Parrini. Grande assente il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Sul palco il premier parte con gli auguri a Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani per il loro compleanno che cade proprio oggi 29 settembre: " 29 settembre - ha detto Matteo Renzi - una canzone di Battisti, non solo il compleanno di Berlusconi e Bersani, tanti auguri, ma è anche il giorno in cui ci prendemmo una bella responsabilità: torniamo a Firenze con un po' di emozione. Quella fu la sfida più bella mai niente di più esaltante".

Poi il  Renzi spazia dalla questione immigrazione e Unione Europea, ma ritorna sempre sul punto della serata, il referendum: "A Firenze sappiamo bene che avere un passato meraviglioso non è sufficiente, bisogna avere a cuore il futuro".  "Una sfida difficilissima, perché non ho mai visto tanta mistificazione, tante falsità tutte insieme", ha aggiunto Renzi. 

"Avverto la responsabilità del momento, non è un problema che riguarda me. Adesso questo referendum rischia di far fare una grande passo indietro all'Italia".

Poi dal palco dell'Obihall arriva il primo slogan: "Cara Italia vuoi diminuire il numero dei politici?". "Siamo nell'era della post verità - ha detto Renzi, riferendosi alla campagna per il No - dobbiamo avere il sorriso, l'entusiasmo: questa partita riporterà la politica al centro, noi non diremo falsità come fanno loro ma avremo il sorriso, e dobbiamo farlo insieme", ha aggiunto Matteo Renzi.

Sul maxi schermo passa la scheda del quesito referendario sul nuovo Senato: "E' evidente che il Senato dovrà fare cose diverse, anche affrontare questioni di Unione Europea. Sì anche di Europa perché non ne posso più di burocrati, ci voglio portare i sindaci perché soltanto loro sono a contatto con le persone. I sindaci stanno in mezzo alla gente: le riunioni al Senato si faranno una volta a mese".

E poi ancora Renzi incalza: "Se vince il No al referendum costituzionale per i prossimi 20 anni in qualsiasi aula del Parlamento col bicameralismo paritario si dirà, 'Come possiamo noi andare contro il giudizio dei cittadini che hanno votato no?. Voi sorridete ma sarà così, e deve esser chiaro".

Poi le stoccate al Movimento cinque stelle e la questione Roma con la nuova sindaca Virginia Raggi. "Abbiamo fatto una figuraccia con le Olimpiadi incredibile", ha sottolineato Renzi. "Invece di bloccare i ladri, bloccano le opere".

Arriva la conclusione dell'intervento e la promessa: "Io ti prometto, cara Italia, che ce la metterò tutta, ma voi promettetemi che ce la metteremo tutta, e non ci fermeremo finché non cambia".

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