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domenica 25 agosto 2019

Attualità venerdì 16 dicembre 2016 ore 12:51

Prevenzione, i toscani rispondono all'appello

La Regione Toscana ha esteso gli screening oncologici portando quello per il tumore al colon a quota 99,5% e quello per il tumore alla mammella al 94



FIRENZE — La Regione amplia i controlli preventivi per la diagnosi precoce dei tumori e i cittadini rispondono, come sempre all'appello, mantenendo costante l'adesone.

Per il 2015, l'elemento di maggior rilievo riguarda l'estensione per lo screening del colon-retto, che ha raggiunto il 99,5 per cento  dei cittadini (l'anno precedente era l'88 per cento) grazie all'aumento del numero di persone raggiunte dall'invito. L'adesione per ora però è rimasta al 50 per cento, a dimostrazione che gli uomini sono meno sensibili delle donne in  materia di prevenzione. "L'impegno della Regione e di Ispo - dice ancora Paola Mantellini - è quello di capire in profondità le motivazioni di questa minore attenzione alla propria salute da parte degli uomini e studiare strategie mirate per aumentare l'adesione del sesso maschile a questo screening, dal momento che questo tumore è più frequente nei maschi".

Molto alta l'estensione per gli screening dei tumori femminili, 94 per cento della popolazione per lo screening mammografico e 95 per cento per lo screening al collo dell'utero. Ottimo anche il dato di partecipazione: 74 per cento per il tumore alla mammella e 59 per cento per quello al collo dell'utero. 

"Questi valori - sottolinea Paola Mantellini, dell'Ispo, direttore del Servizio prevenzione secondaria screening e responsabile del Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica - collocano la Toscana tra le regioni con le migliori performance ed esprimono il grado di fiducia delle cittadine toscane in questi interventi di sanità pubblica".

Per quanto riguarda l'introduzione del test Hpv per la prevenzione del tumore al collo dell'utero, in sostituzione del Pap test in tre aziende (Firenze, Viareggio e Grosseto), per le donne di età compresa tra 34 e 64 anni, sembra che questa novità non abbia minato la fiducia delle donne, ma anzi, in alcune aziende pare aver migliorato la partecipazione.

"Come Regione siamo molto impegnati sul fronte della prevenzione, sia primaria, che secondaria come nel caso degli screening - dice l'assessore Stefania Saccardi - E l'indicatore Lea (livelli essenziali di assistenza) dimostra la nostra determinazione nel perseguire l'obiettivo: nel 2015 i programmi di screening oncologico per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto hanno raggiunto ben oltre il 90% dei cittadini aventi diritto. Uno sforzo riconosciuto dagli stessi cittadini, che rispondono in maniera consistente all'invito del sistema sanitario regionale, conferendo alla Toscana un ruolo preminente nel panorama nazionale. Voglio ricordare il riconoscimento del Ministero, che ha delegato a Ispo la gestione e il coordinamento dell'Osservatorio nazionale screening, affermando il ruolo e la competenza che questo istituto svolge a livello nazionale".

Servizio di Serena Margheri


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