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martedì 17 settembre 2019

Attualità giovedì 10 dicembre 2015 ore 18:41

Dalla riforma penitenziaria allo stop degli Opg

Un convegno per parlare delle carceri e del ruolo di Firenze nella riforma del 1975, un bilancio tra la condanna della Cedu e gli Stati generali



FIRENZE — Una riflessione sul senso della pena e la chiusura dell'Opg, in programma per tre giorni in Consiglio regionale. Ma si è parlato anche delle criticità delle carceri in toscana, a aprtire dall'invasione di topi a Sollicciano, a Prato e a Porto Azzurro. Al carcere di San Gimignano c'è penuria di acqua potabile. Ma anche della proposta di una misura di ridimensionamento se non di abolizione della detenzione femminile in carcere.

Poi gli Ospedali psichiatrici giudiziari. Corleone ha spiegato che al momento sarebbero state trasferite 3 persone da Montelupo alla nuova struttura. Ora, ha detto ancora, "si tratterà di vedere le decisioni del Governo, che recentemente ha diffidato 8 regioni tra cui la Toscana" per quanto riguarda il definitivo superamento degli Opg.

La Rems, Residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, di Volterra, destinata a prendere il posto dell'Opg di Montelupo, è entrata in funzione da pochi giorni anche se vi sono ospitate solo poche persone.

"Le diffide - ha sottolineato - dovevano portare a delle risposte esaustive oppure al commissariamento delle Regioni". Secondo Corleone "il problema vero riguarda però le misure provvisorie, perché i Rems si giustificano nei casi gravi presenti in Opg", mentre "quelle provvisorie dove vanno? La legge non lo dice, questo è un buco che c'è, perché se vanno nelle Rems si riempiono, non di quelli che vengono dall'Opg, ma di nuovi casi" e "senza perizia".

"Noi abbiamo il problema di una riforma sui grandi principi, ad esempio su cosa fare della detenzione femminile. Io penso che sarebbe da mettere all'ordine del giorno una misura di ridimensionamento se non di abolizione della detenzione femminile in carcere. Per fare questo bisogna eliminare le leggi criminogene come quella sulle droghe. Non c'e' piu' la Fini-Giovanardi, ma la Iervolino-Vassalli porta" ugualmente "il 30% dei detenuti in carcere, piu' i tossicodipendenti. Dobbiamo affrontare questi nodi come l'abolizione dell'ergastolo. Dall'altro lato, abbiamo le emergenze legate alla quotidianita'. È un compito enorme, ma se vogliamo che la parola riforma abbia un senso, dobbiamo affrontare queste contraddizioni che sono pesanti". 

FRANCO CORLEONE SU RIFORMA PENITENZIARIA - video
EUGENIO GIANI SU RIFORMA PENITENZIARIA - video


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