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martedì 17 settembre 2019

Attualità giovedì 09 marzo 2017 ore 16:15

I morsi della crisi non risparmiano la moda

Costo del lavoro e concorrenza straniera gravano sulle imprese toscane del comparto. Cna propone alla Regione crediti d'imposta e voucher formativi



FIRENZE — La crisi non è alle spalle. Esiste e persiste anche in Toscana che, comunque, mantiene un tessuto imprenditoriale solido fatto di piccole imprese che resistono. A vedere una crescita all'orizzonte, però, sono solo il 24 per cento mentre per un terzo delle imprese la prospettiva è quella di una sostanziale stabilità del proprio giro d'affari. 

Il polso della situazione è stato registrato dall'indagine 'Moda artigiana toscana e contoterzismo tra comunità e trasformazione" condotta da Cna Toscana su 127 imprese del comparto moda in tutta la regione, con particolare attenzione alle zone di Firenze, Prato e Pistoia dove si ha la maggiore concentrazione di aziende. La ricerca è stata presentata nella sede fiorentina di Cna alla presenza, tra gli altri, del presidente di Cna Toscana Valter Tamburini, del presidente di Cna Federmoda Toscana Marco Landi e dell'assessore regionale alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo. 

I questionari sono stati distribuiti tra le imprese di pelletteria, di abbigliamento, maglieria inclusa e del tessile. Se da un lato cresce il settore della pelle, sono proprio tessile, maglieria e calzature ad essere contrassegnate dal declino, sotto il peso della concorrenza straniera, il 49,2 % del totale. 

A gravare sulle imprese terziste sono poi i costi del lavoro eccessivi, la mono-committenza e la dipendenza eccessiva dallo stesso committente, tariffe giudicate non sufficientemente remunerative, ma anche scarsa formazione, poco passaggio generazionale, la mancanza di una cultura tecnica e di un'offerta formativa orientata al 'saper fare' e il tasso di sostituzione tra imprese italiane e straniere. 

Le soluzioni che Cna avanza a fronte dell'indagine sono orientate sia alle stesse imprese che alla Regione Toscana. Alle prime presenta progetti specifici come 'Manifattura 4.0' per l'innovazione dei prodotti, digitale e organizzativa, le 'fiere B2B', il 'marketplace B2B' e 'Artigiano contemporaneo'. Alla Regione, invece, la confederazione propone di investire nel sistema di istruzione tecnica superiore e della formazione, di rendere gli strumenti per la formazione più semplici come nel caso dei voucher individuali per gli imprenditori e i dipendenti e di prevedere crediti di imposta sulle imposte regionali per le aziende che subiscono un'incidenza troppo forte dei costi legati alla maternità oltre che per quelle che investono in innovazione di prodotto. 

SERVIZIO - LA CRISI MORDE LE IMPRESE DELLA MODA, L'INDAGINE DI CNA TOSCANA


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