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martedì 20 agosto 2019

Attualità venerdì 20 gennaio 2017 ore 11:25

I seicento lupi che assediano boschi e campagne

Coldiretti Toscana rilancia l'allarme sulle razzie agli allevamenti. Nuovo appello alla Regione:"Superare il tetto dei 15mila euro per i risarcimenti"



FIRENZE — Di bucolico la classica storia del lupo che arriva di notte per fare razzia di pecore ha ormai ben poco. Per gli allevatori si tratta piuttosto di un incubo quasi quotidiano, dice la Colidiretti Toscana, che rilancia l'appello alla Regione dopo la manifestazione dello scorso 2 agosto in piazza Duomo a Firenze. 

Allo stato attuale, gli studi dell'Università di Firenze, rilevano la presenza nei boschi della regione di 108 gruppi riproduttivi di lupi. Un'impennata rispetto al 2013, quanto i gruppi erano al massimo 73. Le stime parlano di una popolazione di lupi che ammonta a circa 600 animali. Alla base dell'incremento dei gruppi, ci sono anche i sempre maggiori incroci con cani randagi.

Le zone più colpite, in Toscana, sono il senese e la Maremma, dove, dice l'associazione, negli ultimi anni 300 pastori "hanno alzato bandiera bianca ed hanno chiuso. Il problema è che a essere presi di mira sono anche animali più grossi rispetto alle pecore: bovini e giovani vitelli. Alla perdita dei capi si aggiungono i danni indotti, cioè il drastico crollo del latte prodotto dal bestiame a causa della paura generata dagli attacchi. Questo, in ultima istanza, si concretizza nell'impossibilità per le aziende di rimanere competitivi sul mercato.

“Se le cose non cambiano per i nostri allevatori viene meno il diritto di fare impresa!”, ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana. "Certamente – ha poi aggiunto Marcelli – le azioni sin qui intraprese non sono ancora sufficienti e molto lavoro ancora è da fare per garantire, ad un settore delicato ed importante come la zootecnia toscana, di poter avere un futuro non solo fatto di risarcimenti, ma anche di azioni preventive concrete. La politica degli indennizzi costituisce solo un palliativo ed è quanto mai insufficiente e mai tempestiva. Come del resto possiamo dire che è rimasto inattuato nelle sue parti sostanziali l’accordo del luglio 2014 che prevedeva azioni di conservazione del “Canis lupis” con interventi di prevenzione e riduzione delle predazioni”.

Da qui le richieste alla Regione Toscana. “Abbiamo inviato alla Regione Toscana un documento con alcune precise richieste, che integra quello già presentato con la manifestazione #Riprendiamocilterritorio# dello scorso agosto – ha precisato il direttore di Coldiretti Toscana Antonio De Concilio – nel quale chiediamo l’approvazione e l’immediato avvio del piano di conservazione e gestione del lupo in seno alla Conferenza Stato Regioni, inoltre chiediamo di procedere all’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di polizia".

"Inoltre – ha proseguito De Concilio – chiediamo alla Regione di rendere disponibili risorse finanziarie complementari per sostenere interventi di prevenzione in grado di limitare eventuali azioni di predazione su bestiame domestico e ridurre la conflittualità tra presenza dei lupi e le attività legate alla pastorizia. Per i risarcimenti, è necessario superare il regime di de minimis che impone un limite massimo di erogazioni per ciascuna azienda di 15mila euro in tre anni. Infine occorre promuovere misure di sostegno agli investimenti delle imprese zootecniche che sono costrette a modificare l’organizzazione del proprio ciclo produttivo per limitare il rischio di attacchi al bestiame; la misura dovrà essere accompagnata da un sostegno al reddito per compensare la perdita di produzione nel periodo necessario ad attivare i nuovi investimenti strutturali”.



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