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sabato 21 settembre 2019

Attualità martedì 10 gennaio 2017 ore 12:50

Il faro di Pitti nella tempesta globale

Servizio di Dario Pagli

Edizione 91 al via alla presenza del ministro Carlo Calenda. Il 2016 per la moda si chiude con il segno più ma preoccupano i venti di protezionismo



FIRENZE — Firenze capitale della moda con l'edizione numero 91 di Pitti Immagine Uomo inaugurata in una sala d'Arme gremita di Palazzo Vecchio alla presenza del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Oltre 1.200 marchi, 540 dei quali provenienti dall'estero, in mostra fino al 13 gennaio nei 60mila metri quadrati di superficie espositiva alla Fortezza da Basso. Tanti gli eventi speciali in programma per affiancare alla fiera il lancio di nuovi talenti e dei brand in ascesa.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha aperto la kermesse con un omaggio a Franca Sozzani, a lungodirettrice di "Vogue Italia", recentemente scomparsa a cui è stato tributato un lungo applauso. Nardella ha sottolineato come Sozzani fosse "sempre curiosa e attenta ai nuovi talenti dell'imprenditoria, della moda. Franca ci ha trasmesso un modo originale di pensare la moda".

Nardella ha anche spiegato di aver parlato con il sindaco di Milano Beppe Sala e di aver stipulato un patto per la moda tra le due città. "Il compito della politica è stare al fianco degli imprenditori della moda, valorizzando le professioni del settore e facendo sistema - ha spiegato - sono i temi di cui ho parlato con il sindaco di Milano Beppe Sala il 29 dicembre. L'idea è realizzare un vero e proprio patto con l'obiettivo di rispettare le vocazioni di ciascuna città e allo stesso tempo lavorare insieme nell'interesse della moda e in particolare della moda italiana"

Il clima che si respira, descritto dagli organizzatori è di fiducia nel futuro ma con qualche riserva dettata dalle incertezze economiche e politiche che soffiano sull'Europa e in generale sui mercati esteri: Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia e Stati Uniti in primis. "La moda è solida anche se dal futuro di alcuni Paesi come Francia e Germania in cui a breve si andrà a elezioni dipenderà molto di quello che potrà avvenire - ha detto il presidente di Pitti Immagine Gaetano Marzotto - Al Governo chiediamo maggiore stabilità in Europa, meno burocrazia e meno tasse". 

Il ministro Calenda ha risposto garantendo la disponibilità a investire sui progetti validi come Pitti a Firenze. "I soldi non è che non ci sono - ha detto il ministro - ma vanno usati per i progetti che abbiano un loro perché. Pitti e tra questi, anzi è una punta di diamante in Italia". Calenda ha speso anche diverse parole sulla globalizzazione: "Basta semplificarla: non l'abbiamo capita bene a suo tempo, così come è successo per l'innovazione tecnologica. Entrambi sono grandissime opportunità ma possono anche essere minacce se non gestite nel modo più opportuno". E su Trump, che il 20 gennaio si insedierà alla Casa Bianca ha detto: "Vedremo quello che dirà ma non ci dobbiamo fermare, dobbiamo continuare ad aprire i mercati perché per le nostre aziende, soprattutto quelle piccole e medie, sono boccate di ossigeno importantissime". 

Intanto i dati 2016 sulla moda maschile italiana in mostra a Pitti descrivono una moderata crescita del fatturato, intorno al +0,9 per cento. Bene l'export a +1,9 per cento ma l'import cala a -0,5 per cento e ora Pitti punta a far presa sui buyer esteri che l'anno scorso furono il 35,5 per cento dei 24.800 visitatori totali. Ora si punta a fare almeno il bis. 



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