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sabato 15 dicembre 2018

Attualità mercoledì 18 aprile 2018 ore 16:26

Irpet festeggia i cinquant'anni

Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet
Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet

L'istituto per la programmazione economica della Toscana nacque nel 1968 per dare conoscenze alla pubblica amministrazione. Il futuro in un libro



FIRENZE — L'Irpet festeggia cinquanta anni, l'istituto regionale per la programmazione economica della Toscana è infatti nato nel 1968 con l'obiettivo di dare conoscenze alla pubblica amministrazione.

A Palazzo Bastogi erano presenti rappresentanti di istituzioni, del mondo accademico e scientifico e di quello produttivo. 

Qualche dato: nel 1968 in Toscana c'erano 3 milioni e 430mila persone, oggi sono 210mila in più, gli italiani sono circa 60mila in meno mentre gli stranieri sono 400mila in più. Oggi una persona su sei è un giovane, nel 1968 il rapporto era uno a tre. 

Agli inizi degli anni ‘70 un terzo dell'occupazione era concentrata nell'industria, oggi un quinto e le famiglie destinavano un terzo del loro reddito all'acquisto di prodotti alimentari, oggi solo un quinto. Rispetto ad allora ci sono più laureati e oggi le donne hanno più corone di alloro degli uomini.

Se i nuclei familiari sono di più (da 91mila 815, passano a 1 milione e 649 mila), le famiglie sono però sempre più piccole: dai 3,6 componenti medi del 1961 si scende ai 2,2 del 2016. Ma non è tanto la qualità quanto la qualità ad essere profondamente cambiata: si forma più tardi, non ruota più attorno al matrimonio tradizionale.

Dove vivono? Irpet registra negli anni una forte decrescita che interessa le aree rurali (-12%) e alcuni centri maggiori, primo fra tutti Firenze -16%, a favore delle grandi cinture urbane(+22%).

Più forte anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, pur duramente provata dalla crisi. Considerando la classe di età tra i 15 e i 64 anni il tasso di attività, comprendente le donne occupate e quelle in cerca di lavoro, passa dal 31% del 1971 al 66% del 2016. Il tasso di occupazione passa dal 56% del 1977 al 66% del 2017.

In economia, il terziario assorbe oggi circa il 70% della occupazione complessiva (nel '71 era il 40%), mentre l'industria rappresenta lo sbocco occupazionale del 27% dei lavoratori toscani (nel '71 41 occupati su 100 erano impiegati nel manifatturiero). In questi anni, pur con un ritmo via via più lento e con una fase di stallo negli anni della crisi, il Pil pro capite è andato aumentando fino a raddoppiare (da -6% a + 6%). A trainarlo sono, oggi come ieri, le esportazioni.

Più che raddoppiate le presenze turistiche (da 20 a 44 miliono), in particolare quelle degli stranieri, che oggi superano quelle degli italiani. Seguendo la tendenza del prodotto interno lordo, la spesa pro capite per consumi è oggi in termini reali più che raddoppiata rispetto al 1970, anche se dai primi anni 90 si è assistito ad un rallentamento dei consumi interni che testimonia un crescente senso di insicurezza. I toscani consumano di più ma si è modificata la struttura dei consumi a vantaggio di beni e servizi meno primari e più evoluti: la quota di spesa delle famiglie per l'alimentazione è passata dal 37% del 1968 al 13% del 2016.

Il presidente Rossi ha spiegato che questo istituto è stato il pensiero dello sviluppo e della crescita della Toscana occupandosi di tutelare il lavoro, le persone, gli imprenditori, i distretti. Rossi ha poi annunciato che la Regione ha chiesto a Irpet di realizzare un libro in cui si immaginano i possibili scenari futuri della Toscana.

Quando vide la luce in Irpet lavoravano quattro persone, adesso sono circa 40.



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