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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità giovedì 07 dicembre 2017 ore 15:30

La sharing economy fa la Toscana solidale

La Regione ha mappato le esperienze di economia collaborativa nate in Toscana. Bugli: "Nel libro verde Collabora Toscana le strategie per il futuro"



FIRENZE — L'economia collaborativa non è più solo un sogno e la Toscana è un vivaio di esperienze, che si tratti di mettere in comune i mezzi di trasporto in zone periferiche o di recuperare specie agricole che fanno rinascere interi territori. A dirlo è il libro verde Collabora Toscana presentato a Firenze dalla Regione Toscana in un evento organizzato con Anci e Dire e Fare 2017 non a caso in uno spazio di coworking, l'Impact Hub di Rifredi. Messa in comune della proprietà, gestione condivisa dei servizi e produzione dei beni a livello di comunità sono la ricetta di un'economia i cui risvolti sono soprattutto sociali e che dopo un percorso di confronto e ascolto con Comuni, Università e cittadini, ha detto l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, ha bisogno di essere supportata da regole meno rigide.

"La nostra attenzione - ha detto l'assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli - si concentra su un altro tipo di economia collaborativa, digitale a volte ed altre analogica, attenta alla ricaduta economica ma anche all'impatto sociale e alla vocazione dei territori, una sharing economy che sceglie di cogestire servizi o coprodurre beni anziché solo condividere i mezzi e per cui ha senso e sono necessarie politiche pubbliche prima di un'azione regolatrice".

Dodici i prototipi di economia collaborativa inseriti nel libro verde, quattro presentati nell'evento a Firenze e dedicati ai beni comuni urbani, a quelli agricoli, alla mobilità e alle cooperative di comunità con gli esempi del recupero condiviso di un bene confiscato alla mafia a Campi Bisenzio, dei grani antichi a Montespertoli, della mobilità partecipativa a San Casciano e del teatro povero a Monticchiello divenuto fonte di lavoro.

Esperienze lontane dalla sharing economy dei mercati globali che trovano terreno fertile in Toscana capaci invece di creare una nuova relazione tra cittadini e pubblica amministrazione. "Di sharing economy oramai si occupano quasi tutti – ha aggiunto Bugli - ma a noi non interessa AirbnB o Bla Bla Car, che sono attori globali di cui si occuperanno soprattutto l'Europa e lo Stato e la Regione solo per qualche regolamento".

Ora nelle intenzioni della Regione c'è la promozione di un bando per il sostegno di progetti di cooperazione di comunità, entro metà 2018, con finanziamenti a fondo perduto fino al sessanta per cento. Le sperimentazioni saranno poi supportate con l'impiego dei fondi europei che riguardano agricoltura, trasporti, cultura, turismo e sociale ma anche con strumenti finanziari innovativi mutuati da altre esperienze come i social impact bond e i crowdfunding locali. Nel frattempo sarà presentata in Consiglio regionale anche un'apposita proposta di legge. 



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