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venerdì 22 novembre 2019

Attualità lunedì 22 febbraio 2016 ore 19:00

Le Glorie Viola in aiuto di Giuseppe Gulotta

Giuseppe Gulotta con il suo avvocato

Insieme alla Caritas e a Chianti Banca daranno un contributo economico all'uomo rimasto in carcere da innocente per 22 anni e infine scagionato



FIRENZE — Giuseppe Gulotta, muratore, è originario di Alcamo, in provincia di Trapani, e abita a Certaldo da moltissimi anni. Condannato per l'omicidio di due carabinieri commesso nel 1976, ha scontato 22 anni di carcere. Poi la revisione del processo e infine la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Un calvario giudiziario, fondato su una confessione a suo tempo estorta con la violenza e poi inutilmente ritrattata, reso oggi ancora più sconcertante dal fatto che Gulotta, sposato con due figli ormai grandi, non ha ancora ottenuto il risarcimento da parte dello Stato italiano per quel terribile errore.

Le Glorie Viola e la Caritas della Diocesi di Firenze, con il sostegno di Chiantibanca, hanno quindi deciso di dare aiuto economico a Gulotta e alla sua famiglia in attesa che arrivi il risarcimento.

"Nei giorni scorsi ho letto la storia di Giuseppe - - spiega in una nota Moreno Roggi, punto di riferimento delle Glorie Viola - L'ho voluto conoscere, avvertendo anche ChiantiBanca e Caritas che mi sarebbe piaciuto fare, insieme, qualcosa per lui. È incredibile che lo Stato non riesca a riparare a un'enorme ingiustizia commessa nei suoi confronti". 

L'accordo fra le Glorie Viola, la Carotas e Chianti Banca è stato siglato stamani a San Casciano. Presenti Roggi, il direttore della Caritas fiorentina, Alessandro Martini, e il vicepresidente vicario di Chiantibanca Stefano Mecocci.



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