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giovedì 20 giugno 2019

Attualità martedì 06 settembre 2016 ore 16:20

Muro degli albergatori contro il turismo a nero

In un documento Federalberghi e i sindacati di categoria chiedono alla Regione una stretta sull'abusivismo. "Due mesi di tutto esaurito non bastano"



FIRENZE — Non mettono le mani avanti gli albergatori toscani, ma già sanno per esperienza che tra poco cominceranno a volare i numeri della ricettività in Toscana nell'estate 2016. Luglio e agosto sono andati bene e in taluni casi, come previsto prima di ferragosto, si è avuto anche il cosiddetto 'overbooking', cioè il pienone con prenotazioni superiori ai posti. Ma quei soli due mesi all'anno sono troppo pochi per compensare i problemi di cui soffre il settore del turismo. 

Tutta colpa, spiega Federalberghi, del combinato disposto di abusivismo diffuso e mancato rispetto delle regole. Il risultato si traduce in scarsa occupazione e fatturati ridotti di molto rispetto al passato. Difficile a queste condizioni, spiegano gli albergatori, che il turismo possa adempiere davvero al compito che spesso gli è conferito di leva per l'economia regionale. 

Un quadro che Federalberghi tratteggia anche con i numeri: in Toscana solo il 52 per cento dei non residenti pernotta in albergo. Pochi se paragonati all'84,1 per cento del Lazio e al 79 per cento dell’ Emilia Romagna. Dati alla mano, solo il Veneto è nella stessa situazione della Toscana.

Ora Federalberghi ha presentato con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana un avviso comune che da prevede la costituzione di una commissione bilaterale regionale per a monitorare il fenomeno e avanza alla Regione una serie di richieste alla vigilia del dibattito in Consiglio Regionale della nuova legge quadro sul turismo. Alla Regione, per la precisione, gli albergatori chiedono di "sostenere solo gli asset aziendali utili al mantenimento dell'occupazione e della produzione di ricchezza collettiva". Le attività di impresa turistica, in altre parole, devono essere vincolate all'adozione del contratto nazionale di settore.

"Nello specifico - ha spiegato Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana - chiediamo intanto una regolamentazione di tutto quello che è extralberghiero che spesso sfugge, un maggior controllo da parte delle istituzioni,e soprattutto un registro delle imprese in modo che tutto venga controllato, analizzato, e non ci sia il fenomeno drammatico dell'evasione e della mancanza di tutela dei clienti".

Il problema, per Corchia, non sono i prezzi alti: "Abbiamo b&b in cui si paga quanto in albergo se non di più, agriturismi camuffati, che vivono di turismo e dove di ''agri'' non resta più nulla, che  fanno concorrenza sleale all'albergo senza nessun controllo". 

Solo con un maggiore monitoraggio, spiegano gli albergatori, il turismo può essere uno strumento di rilancio dell'economia regionale.

Servizio di Dario Pagli


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