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sabato 14 dicembre 2019

Attualità giovedì 11 luglio 2019 ore 11:18

Nuova legge sull'accoglienza, una legge per tutti

Il governatore della Toscana Rossi spiega i contenuti della normativa sui diritti samaritani approvata ieri dal Consiglio regionale



FIRENZE — Il Consiglio regionale ha approvato ieri con i voti del Pd, di Mdp e di Sì Toscana a sinistra la nuova legge sull'accoglienza e i diritti samaritani che riguarda tutte le persone in difficoltà. La nuova normativa, finanziata con quattro milioni di euro, è stata duramente contestata dalle forze delle opposizione (vedi qui sotto gli articoli collegati). Oggi sul suo profilo Facebook il presidente della giunta regionale Enrico Rossi ne ha illustrato i punti principali, sottolineando che si tratta di disposizioni che valgono per tutti i cittadini e non solo per i migranti. Ecco il testo integrale del suo post.

"Una legge per tutti.

La Regione Toscana ha approvato una Legge Regionale per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana, una legge per la tutela di tutti, non solo dei migranti e dei richiedenti asilo. Una legge contro il degrado e la povertà assoluta. Una legge che salvaguarda la continuità degli interventi programmati dal sistema regionale negli ambiti di sua competenza. Riconoscendo i diritti elementari delle persone si costruisce una società più sicura e coesa. Se le persone si trovano in condizione di estremo bisogno, chiunque esse siano, devono avere accesso a cure mediche essenziali, a una dimora temporanea, all’istruzione. Questo concorre a garantire al meglio l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti.

La legge prevede la continuità degli interventi di cura e di inclusione e chiarisce che tutti devono:
- avere accesso a cure ambulatoriali, anche di carattere continuativo, e ai programmi di medicina preventiva;
- godere di prestazioni socio-assistenziali e con esse la possibilità di accedere a strutture temporanee di accoglienza;
- avere accesso ai servizi per l’infanzia e all’istruzione obbligatoria.

Sono due i principi fondamentali della proposta toscana:
- «La Regione sostiene un progetto di società civile che esclude l'abbandono e l'emarginazione di chi, anche straniero, dimora in Toscana ed è privo di mezzi di sostentamento»;
- «Tutte le persone dimoranti nel territorio della Regione Toscana hanno diritto all'effettivo godimento dei diritti fondamentali della persona umana previsti dalla Costituzione e dalle norme internazionali».

È una legge riparatrice che, in virtù del dettato costituzionale e della potestà legislativa conferita alla Regione, rende possibile quel tipo di protezione, sicurezza e assistenza impedite dal Decreto Salvini. Un atto normativo di governo lungimirante rivolto a tutti. Per mettere in cima «prima le persone», per assicurare a tutti l’iscrizione al servizio sanitario. Questo aspetto è particolarmente importante.

L'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, infatti, da un latoha garantito ai migranti con il permesso umanitario di accedere a un fondamentale diritto garantito dalla Costituzione italiana; dall'altro ha permesso alle Regioni di avere esatta contezza dei soggetti presenti sul territorio, potendo così programmare e attuare campagne di profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive. Nel momento in cui tale strumento viene meno, di fronte a un numero imprecisato di persone costrette all’irregolarità, garantire la tenuta sanitaria di una Regione diventa molto più complesso. Inoltre, quando non vi è accesso alla tutela sanitaria ordinaria, c’è il rischio di un «ingolfamento» dei pronto soccorso ospedaliero e in generale di tutto il fragile meccanismo di tutela emergenziale.

L’inserimento dei destinatari della protezione umanitaria nei programmi di inclusione ed integrazione aveva consentito di meglio integrarli nel tessuto sociale, contenendo i rischi di aumento della criminalità. Questo ha significato, concretamente, la possibilità di offrire loro servizi per la prima infanzia e l’accesso all’asilo nido - che rappresenta il modo principale per facilitare l’insegnamento della lingua per i bambini e consente alle madri di cercare lavoro. Quella strategia di integrazione riguardava anche altri elementi qualificanti una società che voglia definirsi civile: comportava il sostegno ai disabili e permetteva alla Regione di intervenire nelle emergenze abitative.

Attraverso l’inclusione nei programmi di integrazione, la Regione Toscana ha in questo modo portato avanti corsi linguistici e offerto voucher formativi per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro, lavorando all’identificazione e al riconoscimento delle competenze e all’incontro tra domanda e offerta.

Queste linee di intervento non solo hanno avuto delle ricadute positive nel tessuto economico di una regione come la Toscana – che, tra l'altro, presenta un numero rilevante di aziende aperte da stranieri - ma evitano che gli stranieri rimangano ai margini del tessuto sociale, risultando fattore di insicurezza.

Sono tutte linee di intervento ora messe a rischio. I nuovi permessi previste dal Decreto Sicurezza hanno spesso durata inferiore ad un anno. Permessi di durata così breve rendono impossibile l'erogazione di alcune prestazioni. Si tratta di una pratica incostituzionale e che, mettendo a rischio la stessa salute dei cittadini italiani, appare irragionevole. 

La legge approvata ieri serve a ripristinare un po’ d’ordine e a evitare pasticci. La tutela della salute, l’istruzione e le politiche attive di inserimento nel mondo del lavoro sono anche di competenza regionale e lo sono ancor di più la formazione professionale e i servizi sociali (materia esclusiva delle Regioni).

Una considerazione finale. La propaganda leghista mira alla criminalizzazione dell’immigrato straniero povero che nella sua invisibilità e disperazione costituisce una risorsa da impiegare e sfruttare nel mercato nero del lavoro e nell’economia clandestina. Questa propaganda da un lato finisce per coprire e agevolare lo sfruttamento ed estendere la platea degli sfruttati creando nuovi invisibili; dall’altro, assolve alla funzione di lucrare elettoralmente sull’insicurezza e l’immigrazione fuori controllo. La nostra legge serve a prevenire gli effetti di questo degrado, a evitare che le nostre città e le nostre campagne diventino deposito di miseria e disperazione, di illegalità e abbandono. Condizioni che trasformano le persone vulnerabili e marginali in facile preda del malaffare, dell’illegalità e dello sfruttamento. Dobbiamo ascoltare chi cede al messaggio semplice e torbido di questa propaganda ma dobbiamo dirgli a chiare lettere che chi comincia con gli immigrati finisce col disprezzare l’intera umanità, che nulla è più al sicuro, perché l’aiuto dato al prossimo è anche un’assicurazione su noi stessi per il futuro in cui avremo bisogno degli altri. La nostra azione politica è legalitaria, per la difesa dei diritti universali, e sociale, per un nuovo impegno nella questione sociale. Prima le persone dovrà valere nei confronti dei proclami e delle leggi della destra xenofoba e illiberale, ma anche nei confronti del profitto ingiusto e di un capitalismo senza regole e senza vincoli sociali".



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