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domenica 18 novembre 2018

Attualità martedì 10 luglio 2018 ore 19:00

Nuova pista, il Mit frena gli entusiasmi

pista peretola

La conferenza dei servizi per l'aeroporto Vespucci è stata convocata per settembre ma il ministero precisa: "Non incide sulla revisione del progetto"



FIRENZE — L'annuncio che la conferenza dei servizi per il progetto di potenziamento dell'aeroporto Vespucci era stata convocata dal ministero delle infrastrutture per il 7 settembre ha fatto esultare tutti i sostenitori dell'operazione, a partire dai veritici di Toscana aeroporti, la società che gestisce lo scalo.

Neanche 24 ore dopo però lo stesso ministero ha precisato che la convocazione della conferenza dei servizi non può essere considerata un via libera al progetto della nuova pista o un'accellerazione sui tempi.

"La convocazione della conferenza dei servizi per il masterplan dell'aeroporto Firenze-Peretola è un atto procedurale - ha scritto il ministero in un comunicato - che non incide in alcun modo sulla project review in corso, relativa alla sostenibilità dell'opera".

Nelle scorse settimane il ministro delle infrastrutture Toninelli ha espresso alcune perplessità sull'opera, evidentemente ancora valide.

"Se il governo di Lega e M5S vuole bloccare questo opera, lo dica chiaramente e se ne assuma le responsabilità davanti a tutta la città di Firenze" ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Contestazioni al governo gialloverde sono giunte anche dal sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi nonostante sia da sempre contrario al potenziamento dello scalo.

“La convocazione della conferenza dei servizi non ci sorprende, si tratta di un fatto atteso e in quella sede porteremo le posizioni di netta contrarietà del nostro Comune, confermando quanto sostenuto fino ad oggi - ha scritto Falchi in una nota - Ci muoviamo in un ambito prevalentemente tecnico ma questo non può essere un alibi per la politica, cui tocca il compito di imprimere nuovi indirizzi e cambiare decisioni sbagliate per il nostro territorio, come conferma il ricorso al Tar che unisce ben sette comuni. Siamo davanti ad un conflitto istituzionale con pochi precedenti e trovo assurdo questo tentativo di nascondersi di fronte alla problematicità di un’opera profittevole per il privato solo grazie a centinaia di milioni di euro pubblici. Come accaduto per l’inceneritore, sembra che tutti aspettino sul piano inclinato che si metta di traverso il giudice, che qualcun altro decida per loro. Trovo incomprensibili le esitazioni del Ministro Toninelli, esponente di una forza politica che sull’aeroporto, a tutti i livelli, ha sempre espresso una posizione di totale contrarietà e che oggi, con la possibilità di metterci sopra una pietra tombale, si limita a vaghe risposte davanti al Parlamento e alla pressoché totale inerzia sul piano politico e amministrativo. Abbiamo scritto al Ministro non appena avvenuto l’insediamento con richieste chiare e l’auspicio che il nuovo Governo marcasse una discontinuità rispetto a quelli che l’hanno preceduto. Ad oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che non è così”.



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