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lunedì 17 giugno 2019

Politica sabato 18 febbraio 2017 ore 14:15

"O si svolta o daremo inizio a una nuova sinistra"

Nell'assemblea della sinistra Pd, Rossi, Emiliano e Speranza chiedono a Renzi responsabilità e un congresso dai tempi adeguati. Altrimenti scissione



FIRENZE — Per la vigilia dell'assemblea del Pd oltre mille persone si sono riversate al teatro Vittoria per il convegno promosso dal presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria nazionale del Pd Enrico Rossi, a cui poi si sono uniti gli altri due candidati alla segreteria, Roberto Speranza e Michele Emiliano. 

Giornata un po' convulsa tra maggioranza renziana da una parte e minoranza dall'altra. C'è chi vuole tentare di ricucire, fare da mediatori come il ministro Dario Franceschini

Ma la proposta uscita dall'assemblea della sinistra Pd è una: conferenza programmatica e poi congresso. E poi il sostegno a Gentiloni fino alla scadenza della legislatura. Sennò è scissione.

Ed è stato Michele Emiliano il mattatore della giornata, che ha infiammato il pubblico del teatro capitolino, prima con l'annuncio via Facebook di aver convinto Matteo Renzi a sostenere il governo. “Abbiamo convinto Matteo Renzi a sostenere Gentiloni fino alla fine della legislatura“ ha scritto in un post conciliante, ma poi le parole utilizzate dal presidente pugliese sul palco del teatro di Roma sono state molto diverse: "Io ero uno dei sostenitori di Matteo Renzi... scusatemi ma non ero l'unico. Eravamo convinti che una nuova generazione avrebbe aiutato il Pd e l'Italia ad uscire da una crisi profonda la cui responsabilità non è solo di Renzi", criticando le politiche dei mille giorni dell'ex premier. 

Poi per Emiliano battute ed omaggi ai "compagni" di viaggio: "Che paura ha Renzi delle parole di Enrico e di Roberto? - chiede alla platea - Vogliono dare una mano, poi magari riescono pure a fregarlo per una volta...Bravi ridete, io sono qui a farvi sorridere, questo è il mio compito nel terzetto".

Poi la richiesta di Emiliano di una conferenza programmatica: "Se la conferenza programmatica dovesse avere successo, Renzi si potrebbe convincere che è meglio se non lo fa più il segretario. Può anche essere. E può essere che si trovi un candidato unitario. Non è che i partiti serva a prendersi a calci sugli stinchi, a fare il calcio fiorentino".

"Non costringete con argomenti capziosi questa comunità ad uscire dal Pd. Noi speriamo di non dover dire cose drammatiche nelle prossime ore ma se dovesse essere necessario non avremo paura. Non costruiremo un soggetto avversario del Pd ma non aspetteremo altro che ricostruire questa comunità. Tutto questo, però, è evitabile, lo voglio dire ancora".

L'assemblea era nata per il lancio dell'associazione del presidente della Toscana Enrico Rossi "Democraticisocialisti",  e poi si è trasformata in una convention dell'intera sinistra dem.

La gente accorsa ha superato i posti disponibili tanto che molti sono stati costretti a rimaner fuori dal teatro per la mancanza di spazio. In prima fila, Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema, Michele Emiliano, Roberto Speranza, Guglielmo Epifani. 

Per quanto riguarda il congresso del Partito Democratico richiesto da Matteo Renzi entro giugno, Enrico Rossi durante il suo discorso ha appoggiato la proposta di una conferenza programmatica. "Non è una questione di date - ha detto Rossi -, non siamo noi ad avere l'ossessione delle date. Non è una questione di date ma di un confronto sulle idee e sui valori. E' una questione di democrazia perché non siamo disposti ad accettare ulteriormente la trasformazione del Pd nel Partito di Renzi", aggiunge Rossi. Quanto al governo, rossi ha ribadito: "Il presidente Gentiloni deve essere sostenuto e messo in condizioni di lavorare fino alla fine della legislatura"

Anche Roberto Speranza punta sulla durata del Governo Gentiloni fino al 2018 e prima congresso: "Non abbiamo bisogno di miracoli ma di buonsenso che significa che oggi il Pd è alla guida del nostro Paese. C'è un governo ed è giusto che questo governo vada avanti fino alla fine del suo mandato. Chiediamo che il Pd si assuma un impegno e non si volti da un'altra parte. Si vada avanti e si governi fino al 2018. E in questi mesi si provi a rimettere al centro la questione sociale con una misura universale di contrasto alla povertà, da fare subito".



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