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sabato 15 dicembre 2018

Politica venerdì 12 ottobre 2018 ore 14:50

Pd, 623 seggi per la sfida Bonafè-Fabiani

Domenica le primarie aperte per l'elezione del segretario regionale e dei cinquecento componenti dell'assemblea del Pd toscano



FIRENZE — Dopo la prima fase del congresso in cui hanno votato solo gli iscritti, tocca alle primarie aperte per l'elezione del segretario regionale del Pd e dei cinquecento componenti dell'assemblea del partito toscano. Una prima volta per la Toscana visto che fino a ora si sono svolte solo le primarie per la scelta del leader nazionale. 

Le modalità di voto e la macchina organizzativa del 14 ottobre è stato il presidente della commissione regionale per il congresso Riccardo Trallori. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20 e potranno recarsi a votare oltre agli iscritti tutti i cittadini previo contributo di 2 euro per le spese organizzative. Cinquecento le preiscrizioni arrivate entro il limite fissato del 10 ottobre dai giovani tra i 16 e i 18 anni che intendono recarsi a votare per il segretario regionale. 

La regione è stata divisia in tredici collegi. In tutto sono 911 i candidati nelle liste che concorreranno per aggiudicarsi un posto nell'assemblea. 

Nella prima fase del congresso si sono recati al voto nei circoli 15.009 iscritti, pari al 36,23 per cento degli aventi diritto. In questo primo ''turno'' la candidata Simona Bonafé, espressione del fronte renziano, ha riportato il 67,88 per cento dei voti, e Valerio Fabiani, esponente dell'area legata ad Andrea Orlando, il 32,12 per cento. Domenica chi si recherà ai seggi si esprimerà sui due nomi. 

Il confronto sta riservando qualche sorpresa: lo schieramento interno al partito che avrebbe voluto candidare alla segreteria l'ex deputato Federico Gelli, dopo il rifiuto di Bonafè sia di un ticket che di un apparentamento con lui, potrebbe dare indicazione di votare Fabiani.

E anche storici esponenti del fronte renziano, con la deputata Rosa Maria Di Giorgi, delusi dalla gestione del Pd toscano negli ultimi anni, ha dato chiara indicazione di voto per anti-Bonafè.
“L’appuntamento di domenica per scegliere il nuovo segretario regionale è fondamentale per rilanciare il Partito democratico in Toscana - si legge in una nota di Maria Di Giorgi - Le parole d’ordine sono: inclusione e discontinuità. Inclusione di quei mondi che ci hanno abbandonato e che invece ci avevano sempre dato fiducia sostenendoci nella nostra azione politica e di governo. Discontinuità rispetto a metodi e a modalità di gestione che troppo spesso non hanno favorito le relazioni interne. Basta con il modello di “pensiero unico” che ha investito il Pd e ha allontanato tanti militanti e iscritti”. “Al contrario - spiega Di Giorgi - è necessario un partito in cui tutti abbiano diritto di cittadinanza e la libertà di esprimere la propria opinione. Questo è il modello di partito proposto dal candidato Valerio Fabiani, che sosterrò convintamente. Un partito che dà spazio a tutti, che si rivolge a tutte le classi sociali, nessuna esclusa, a partire dalle più deboli e che vuole far crescere il Paese attraverso la formazione e l’innovazione. Un partito che non spreca energie nel cercare il nemico al suo interno ma che invece continua ad essere presidio democratico contro populismi e nazionalismi rappresentati dal governo gialloverde. Un partito dove tante energie positive si incontrano discutono, trovano le soluzioni e crescono insieme. Un partito “democratico” insomma”.



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