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giovedì 24 ottobre 2019

Attualità venerdì 13 settembre 2019 ore 15:20

Cave si cambia, nuove regole per le estrazioni

L'assessore regionale al territorio Vincenzo Ceccarelli ha illustrato il nuovo piano della Toscana. Le cave passate da 393 a 384 tra 2010 e 2016



FIRENZE — Il nuovo piano cave della Regione Toscana è stato presentato dall'assessore regionale al governo del territorio Vincenzo Ceccarelli a Carrara. Il nuovo piano è stato adottato dal Consiglio regionale e, dopo la fase in cui è possibile presentare delle osservazioni, potrà essere approvato in via definitiva. 

Tra le novità c'è l'assorbimento da parte della Regione di molte delle funzioni di pianificazione  che prima erano svolte dalle province. Obiettivo del nuovo quadro di regole, previsto dalla legge 35 del 2015 in materia di cave, è il perseguimento dell'autosufficienza locale del settore per ridurne la dipendenza dalle importazioni, associato alla promozione del riuso dei materiali recuperabili e la valorizzazione delle filiere produttive locali. 

Sono 640 le aree di risorsa sulle quali è stata effettuata un'analisi della pianificazione regionale, provinciale e comunale dei vincoli. Sono stati poi individuati 300 siti di interesse storico sulla base delle ricerche delle Università di Siena, Pisa e Firenze. Questi siti sono suddivisi in base a tre tipologie: quelli di elevato valore storico/culturale/testimoniale nei quali non è consentito alcun prelievo di materiale, quelli in cui è possibile prelevare materiale ai fini del restauro di monumenti (art. 49 della lr 35/2015), infine siti di valore storico in cui comunque il materiale è comune o diffuso e quindi coltivabile ordinariamente.

Il settore delle cave è sicuramente uno dei più rilevanti in Toscana e che maggiormente ha risentito della crisi economica: prima al deflagrare della crisi, ancora nel 2010, le cave erano 393, mentre nel 2016 erano passate a 384 con un dimezzamento dei volumi estratti. 

"Il PRC - ha detto Ceccarelli - individua gli ambiti in cui è riscontrabile la presenza di materiale coltivabile e definisce le regole per la tutela e l'approvvigionamento dei materiali di cava. Traccia la cornice di regole in cui poi il Comune definisce nel dettaglio le zone escavabili e rilascia le autorizzazioni alla coltivazione delle cave. Tutto questo è frutto di un percorso partecipativo durato anni. Ci siamo confrontati in modo aperto, magari partendo da punti di vista anche molto diversi, per trovare alla fine sempre il modo di fare sintesi".



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