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venerdì 22 marzo 2019

Cronaca giovedì 04 ottobre 2018 ore 18:00

Ridotta in schiavitù, condannato il padre-padrone

E' arrivata la sentenza per il cinquantenne serbo accusato di aver segregato la figlia adolescente, promettendola in sposa in cambio di 15mila euro



FIRENZE — Tredici anni di reclusione è la pena che il tribunale fiorentino ha inflitto al serbo di 50 anni di etnia rom accusato di aver ridotto in schiavitù e segregato la figlia di tredici anni, promettendola in sposa a un conoscente, anche lui rom, in cambio di 15mila euro. 

Stando ai riscontri degli inquirenti, la ragazzina sarebbe rimasta chiusa in casa dal 2013 al 2016 proprio per non infrangere l'impegno assunto dal padre con il promesso sposo. A un certo punto però la ragazza però riuscì a chiedere aiuto a un amico siciliano tramite la chat di un videogioco e le indagini iniziarono. Per scongiurare le nozze, la tredicenne avrebbe anche iniziato a mangiare a dismisura per ingrassare ed essere respinta dal fidanzato.

I giudici della Corte di Assise hanno disposto anche l'interdizione del cinquantenne dai pubblici uffici e l'avvio delle procedure per togliergli la responsabilità genitoriale sulla figlia.



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