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lunedì 17 giugno 2019

Attualità mercoledì 30 dicembre 2015 ore 16:46

Sollicciano, "Troppe carenze strutturali"

Soprallugo delle parlamentari di Sel, Petraglia e Nicchi, al carcere fiorentino insieme ai consiglieri regionali e comunali di Firenze



FIRENZE — "Abbiamo trovato una struttura con gravissime carenze e in condizioni ancora inaccettabili per un paese civile. Ma abbiamo trovato, a cominciare dal lavoro della Polizia Penitenziaria, una volontà positiva di cambiamento, non solo nell'organizzazione, ma anche e soprattutto nella costruzione di percorsi in grado di preparare i detenuti al reinserimento nella società. Continueremo a seguire con attenzione la situazione di Sollicciano e non mancherà, in nessuna sede, il massimo dell'impegno affinchè vedano la luce le buone iniziative messe in cantiere negli ultimi mesi". 

Così le parlamentari di Sel-Sinistra Toscana, sen. Alessia Petraglia e on. Marisa Nicchi, commentano il sopralluogo che hanno effettuato questa mattina presso il carcere fiorentino di Sollicciano insieme ai consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra,Tommaso Fattorie Paolo Sarti, e ai consiglieri comunali di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi.

"Ancora una volta - proseguono - dobbiamo purtroppo constatare di aver trovato una situazione molto difficile in termini di vivibilità, sia per i detenuti che per i lavoratori. Umidità, infiltrazioni, impianti di riscaldamento guasti rimangono all'ordine del giorno, con conseguenze negative sulla salute di chi opera all'interno del carcere, che rimane un mondo a sè, avulso dalla città ed estraneo all'esterno. Abbiamo trovato particolarmente grave la presenza di madri detenute con i propri figli, costrette a rimanere in carcere perchè dopo due anni di annunci e rinvii ancora manca l'ICAM, il centro di custodia attenuata dove accogliere le detenute con bambini fino a sei anni. Al contempo apprezziamo come la riorganizzazione della polizia penitenziaria sia andata ad affiancarsi al lavoro dell'area trattamentale guidata dal dottor Politi che ringraziamo per averci accompagnato oggi".

"Su questa vicenda - sottolineano in particolare i consiglieri comunali - chiederemo di conto alla Giunta comunale e alla Società della Salute. Allo stesso tempo è necessario che il Comune si faccia promotore di relazioni diverse tra la città e il suo carcere, promuovendo progetti e iniziative in grado di favorire un legame tra il dentro e il fuori, preparando chi oggi è detenuto ad un reinserimento pieno nella nostra comunità una volta scontata la pena".
"A livello nazionale - aggiungono Petraglia e Nicchi - è necessario che il Parlamento continui e trovi maggiore coraggio quando si confronta con il tema della detenzione. La nuova legge sulla messa in prova, seppur timida, è un piccolo passo in avanti. E' incomprensibile e gravissima, a questo riguardo, la chiusura di Renzi ad una possibile amnistia, esclusa tout court ieri nella conferenza stampa di fine anno, come a voler strizzare l'occhio al giustizialismo che punisce e non riabilita, come chiede invece la nostra Costituzione e come deve accadere in ogni paese civile".



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