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mercoledì 19 giugno 2019

Attualità giovedì 12 novembre 2015 ore 19:01

Palazzo Vecchio nega gli scontrini di Renzi

In una nota il Comune ha ribadito l'intenzione di mantenere segrete le spese dell'ex sindaco fino alla chiusura delle indagini della Corte dei Conti



FIRENZE — L'occupazione di Palazzo Vecchio ad opera del consigliere comunale di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi, che ha passato la notte tra domenica 8 e lunedì 9 novembre barricato nella sede del Comune per ottenere gli scontrini delle spese sostenute dall'attuale premier, non ha sortito gli effetti sperati.

In una nota, infatti, il Comune ha ribadito l'intenzione di rendere disponibili le rendicontazioni solo alla fine dell'indagine aperta a metà ottobre dalla Corte dei Conti. Un'inchiesta che è un atto dovuto da parte della magistratura contabile dopo le dichiarazioni rilasciate al Fatto Quotidiano dal proprietario del ristorante da Lino, Lino Amantini, che aveva raccontato di pranzi e cene dell'allora sindaco Renzi con gli amici e lo staff rendicontate direttamente a Palazzo Vecchio.

Pochi giorni fa il Comune, guidato da Dario Nardella, ha trasmesso gli scontrini alla Corte ma li ha negati alle opposizioni e a Grassi in particolare. 

"Il Comune di Firenze - si legge nella nota di Palazzo Vecchio - ha sempre garantito e sempre garantirà la trasparenza e la massima disponibilità nell’accesso agli atti relativi all’amministrazione, così come previsto dalla legge. In merito alle polemiche emerse nei media negli ultimi giorni, il Comune ribadisce che alcuni atti non saranno resi disponibili - per motivi di riservatezza - fino al termine della indagine da parte della Corte dei Conti, così come concordato con la procura della stessa magistratura contabile".



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