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lunedì 23 settembre 2019

Cronaca mercoledì 21 settembre 2016 ore 17:17

Gli appalti gonfiati nella scritta sul muro

La scritta comparsa nel 2012

Falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e frode sono i reati ipotizzati dalla procura nei confronti di tre dipendenti comunali e due imprenditori



SIGNA — Tutto è iniziato dalla comparsa di una scritta su un muro di San Mauro a Signa non lontano dal cantiere dei lavori di ampliamento dell'asilo nido nel settembre 2012. Una frase quasi indecifrabile ma chiara nei contenuti: "Chi non ha pagato tangenti sensa una priopisata (così nella scritta) metta un asterisco qui. 

Da questa scritta è partita l'indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Firenze. I primi risultati hanno portato alla luce molte storture nella gestione degli appalti. Le intercettazioni telefoniche e ambientali e l'acquisizione dei documenti ha fatto il resto. 

Il vaso di Pandora non ha tardato quindi ad aprirsi e subito è venuto fuori che i lavori di riqualificazione di piazza della Stazione hanno visto lievitare l'appalto da 145mila euro a 238.601 euro a seguito di variante. Quelli per il risanamento acustico di via dei Colli hanno visto il budget passare da 1.458.000 a 1.642.000 euro sempre dopo la variante. E ancora le opere di pavimentazione in via Roma e via dello Stadio sono passate da 254.542 a 585.355 euro a seguito di tre varianti e approvazione di lavori complementari. Infine, gli interventi di sistemazione dei giunti del ponte sull’Arno hanno conosciuto una lievitazione complessiva dell’appalto da 39.950 a 48.120 euro a seguito di variante.

Il cerchio alla fine si è stretto attorno a tre dipendenti del Comune di Signa e ai titolari di due aziende appaltatrici. I reati ipotizzati vanno dal falso in atto pubblico all’abuso d’ufficio e dalla frode nelle pubbliche forniture e omessa denuncia alla truffa ai danni dello Stato. Il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha disposto nei confronti dei dipendenti comunali la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici o servizi mentre a carico dei titolari delle aziende coinvolte quella del divieto di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.



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Conte: «Fisco iniquo e inefficiente, serve riforma»

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