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sabato 19 ottobre 2019

Arte lunedì 20 aprile 2015 ore 18:40

Uffizi, 14 nuove opere per le sale dei Primitivi

Servizio di Tommaso Tafi

Riaperte dopo nove mesi le stanze che ospitano i capolavori di Giotto, Lorenzetti e Cimabue. Nuova illuminazione e nuovi impianti di condizionamento



FIRENZE — Un altro tassello del percorso verso la costituzione dei Nuovi Uffizi è andato al suo posto. Da domani riapriranno infatti al pubblico le sale dei Primitivi, dalla 2 alla 7, che ospitano le opere del periodo dal 1200 al 1400. Opere tutte a carattere religioso, che raccontano un percorso artistico che parte da Giotto e Cimabue per concludersi con Gentile da Fabriano e la sua colossale Adorazione dei magi che ora fa bella mostra di sé nell'ultima sala.

Il restauro delle sale si è reso necessario per risolvere problemi all'impianto di condizionamento e per allestire un adeguato sistema di illuminazione in gradi di migliorare la fruizione delle opere, in qualsiasi condizione di luce esterna.

Nel percorso rinnovato, oltre alle tre Maestà tornano così visibili nella loro sede opere di Simone Martini, dei Lorenzetti e Gaddi, di Giovanni da Milano e Gentile da Fabriano, tanto per citare alcuni autori. E a queste si aggiungono 14 opere in più da ammirare provenienti da vari depositi.

In particolare nella Sala 2 trovano spazio anche una Madonna col Bambino di Lippo di Benivieni, la Maestà e angeli del Maestro della Santa Cecilia, una Croce dipinta di Pacino di Bonaguida e un  trittico portatile con la Madonna in trono, Crocifissione e santi opera della Bottega di Pacino di Buonaguida, mentre nella Sala del Trecento sono quattro le opere che si aggiungono a quelle già presenti. Altrettante “nuove” tavole dipinte si possono ammirare nella Sala intitolata a Lorenzo Monaco e sono una Crocifissione di Niccolò di Pietro Gerini, un Redentore benedicente di Spinello Aretino, Due scomparti di predella con storie di San Romualdo di scuola pisana e un’Ascensione di Cristo e Santi di Neri di Bicci. Completano la lista dei nuovi inserimenti un’opera di Nicola di Guardiagrele e tre tavole di Niccolò di Pietro, che trovano sistemazione nella Sala numero 7, dedicata a Gentile da Fabriano e al Gotico Internazionale.



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