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martedì 19 novembre 2019

Lavoro martedì 14 ottobre 2014 ore 16:35

Per le grandi aziende c'è il personal manager

Sette dipendenti della Camera di Commercio di Firenze cureranno i rapporti tra le multinazionali e le amministrazioni locali per ridurre la burocrazia



FIRENZE — Sono già al lavoro i sette dipendenti della Camera di Commercio di Firenze cui è stata affidata la gestione delle le 18 multinazionali che operano nell'area metropolitana e che fanno parte del Consiglio delle grandi aziende, che si è riunito a Palazzo Vecchio per la prima volta il 17 settembre.

In quell'occasione infatti, i manager di queste aziende che fatturano 220 miliardi di euro l'anno hanno chiesto al sindaco di Firenze, Dario Nardella, e al governatore della Toscana, Enrico Rossi, maggior semplificazione e un canale diretto con la pubblica amministrazione. 

Esigenza cui gli enti locali hanno risposto allestendo questa task force di professionisti della Camera di Commercio, ognuno dei quali gestirà due aziende, e che avrà il compito di fare da tramite tra il management dell'impresa e i capi di Gabinetto dei sindaci di riferimento. Per il momento, come ha spiegato Fabrizio Landi, consigliere economico del sindaco Dario Nardella, questi personal manager stanno studiando la situazione di ogni singola impresa, per capire quanti e quali sono i contenziosi aperti con i Comuni, le Province o altri enti pubblici, per poi presentare loro un piano di risoluzione delle pratiche.

Un lavoro che andrà completato entro fine gennaio, quando il consiglio delle grandi aziende si riunirà di nuovo.

Parallelamente sta andando avanti il lavoro sul sistema duale, che dovrebbe legare indissolubilmente il mondo della scuola con quello delle aziende. A livello nazionale ci sta lavorando direttamente il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, mentre a Firenze i dirigenti dell'assessorato alle Attività produttive stanno spingendo per rendere possibile un intervento diretto da parte di alcune aziende nella composizione di una parte del programma scolastico. In parole povere, se Ferragamo ha interesse a sviluppare un certo tipo di professionalità in un'accademia d'arte, piuttosto che la Nuovo Pignone in un istituto tecnico, c'è la possibilità che la scuola dedichi ad attività di formazione ad hoc una parte del proprio programma. Finché si tratta di Università, il Rettore ha totale autonomia e potrebbe muoversi in questa direzione. Per quanto riguarda invece le scuole superiori, una proposta simile deve passare al vaglio del Ministero e del Provveditorato regionale.

Guarda il video del consiglio delle grandi aziende del 17 settembre


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