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giovedì 21 novembre 2019

Attualità venerdì 28 ottobre 2016 ore 11:29

In alto mare il raddoppio Pistoia-Lucca

A dirlo è Fit-Cisl Toscana che parla dell'opera attesa da quaranta anni. "Non c'è solo il nodo fiorentino dell'alta velocità a far discutere"



PISTOIA — A pochi mesi dall'apertura dei cantieri torna in alto mare anche il raddoppio della linea Pistoia-Montecatini-Lucca, che prevede anche la soppressione di 17 passaggi a livello e l'adeguamento delle stazioni. Lo afferma in una nota la Fit-Cisl Toscana

"Tra contestazioni, localismi e progetti alternativi che spuntano come funghi - dice Stefano Boni, segretario della Fit-Cisl Toscana - si rimette in discussione e ritarda un'opera attesa da 40 anni. A tutto danno dei pendolari che ogni giorno usano il treno e dei posti di lavoro che si potrebbero creare." 

"Ormai - dice Boni - per le ferrovie toscane ci sono più progetti che binari. E dire che solo nella primavera scorsa governo e istituzioni toscane avevano dettato i tempi (primo lotto Pistoia-Montecatini inizio lavori ad aprile 2016; progetto definitivo per la Montecatini-Lucca gennaio 2017; termine dell'intera opera entro il 2019) e stanziato le risorse: 200 milioni dal governo e 235 dalla Regione". 

"Ma dopo pochi mesi dall'apertura dei cantieri - aggiunge il segretario Fit - ecco i primi dubbi, di singoli cittadini, comitati e degli stessi comuni interessati, su costi/benefici, tracciato, disagi, eccetera". 

Il Comune di Montecatini Terme, dove la ferrovia passa in mezzo alla città, si è espresso contro il raddoppio ''a raso'' e ha chiesto alle Ferrovie di rifare l'intero progetto prevedendo una ferrovia a doppio binario in sopraelevata che dovrebbe seguire il tracciato attuale. 

A seguire il Comune di Pieve a Nievole ha chiesto che venga fatto in sopraelevata anche il tratto Pieve-Montecatini. Con tempi di realizzazione molto più lunghi e costi maggiori (la sopraelevata di Montecatini dovrebbe costare circa 30 milioni, il tratto Pieve-Montecatini circa 90 milioni) completamente da finanziare. "Senza contare - continua Boni - che se si scegliesse questa ipotesi l'attuale linea ferroviaria dovrebbe rimanere chiusa per almeno due anni, con aumento di traffico, inquinamento e disagi a non finire per i lavoratori, pendolari studenti e tutti quelli che saranno costretti ad utilizzare il mezzo privato".



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