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lunedì 23 settembre 2019

Attualità sabato 13 dicembre 2014 ore 15:30

Strage dei Senegalesi, Firenze non dimentica

A 3 anni dall'uccisione di Samb Modou e Mor Diop la città si è stretta attorno alla comunità africana. Nardella: "Fermiamo i professionisti dell'odio"



FIRENZE — Non c'è stato il bagno di folla di due anni fa e nemmeno la partecipazione massiccia delle istituzioni nazionali che si è registrata nel 2013, ma anche quest'anno la città di Firenze ha voluto dedicare un pensiero commosso alla memoria di Samb Modou e Mor Diop, i due ragazzi senegalesi uccisi il 13 dicembre del 2011 da Gianluca Casseri.

Una cerimonia lampo, durata meno di un'ora, che si è tenuta sul luogo dell'attentato in piazza Dalmazia e a cui hanno partecipato il sindaco di Firenze Dario Nardella, il suo omologo di Scandicci, Sandro Fallani, l'assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni, la presidente dell'Associazione Senegalesi di Firenze, Diye Ndiaye, il console onorario del Senegal a Firenze Eraldo Stefani e la vedova di Samb, Mbengue Ndeye Rockaya.

Una strage razzista, visto il brodo culturale in cui si è formato l'assassino, Gianluca Casseri, simpatizzante di Casa Pound e antisemita dichiarato. Da qui il dito puntato dal sindaco Nardella nel corso del suo intervento contro i professionisti dell'odio. "Dobbiamo arginare le tremende pressioni e provocazioni che vengono dai professionisti dell'odio, che agiscono e operano nella politica, nella società civile, e in tutti gli spazi delle nostre comunità - ha detto il sindaco - Non dobbiamo dare ai professionisti dell'intolleranza nessuna occasione per mettere in pratica le loro odiose visioni dell'umanità."
Una posizione che fa il paio con quella espressa dall'assessore regionale Marroni, secondo cui "La Toscana non è una terra razzista, ma il razzismo ha attecchito nelle menti di quanti covano sentimenti di odio etnico, paura del diverso, dello straniero".

Parole di perdono per l'omicida sono arrivate invece da Mbengue Ndeye Rockaya, vedova di Mor: "Il perdono l'ho dato da tempo - ha detto Mbengue - perché una musulmana deve sempre saper perdonare, ma non dimentico mai". La donna, a differenza dei tre sopravvissuti alla furia omicida di Casseri, è ancora in attesa di ricevere la cittadinanza italiana onoraria, così come era stato garantito dal governo lo scorso anno.

Tanti i rappresentanti del consiglio comunale presenti alla commemorazione. Da Cristina Scaletti a Donella Vedri, da Caterina Biti a Silvia Noferi. E poi gli assessori Funaro, Bettini e Giorgetti. Tra la folla spuntavano poi due bandiere, quella del Partito Democratico e quella di Sinistra Ecologia e Libertà.

Ndiaye su strage dei senegalesi - Dichiarazione
Nardella su strage dei senegalesi - Dichiarazione


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