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lunedì 10 dicembre 2018

Arte martedì 25 marzo 2014 ore 11:14

La Tavola Doria agli Uffizi

Il dipinto, copia della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, esposto nella sala delle Carte geografiche con quattro tele del XVI secolo



FIRENZE — La tavola resterà in esposizione fino al 29 giugno e poi sarà trasferita a Tokyo.  Anche le altre quattro tavole dipinte del XVI secolo appartenenti alle raccolte delle Gallerie fiorentine raffigurano copie o derivazioni da invenzioni originali di Leonardo: si tratta di Leda col cigno, Sant’Anna Metterza e di due tavole raffiguranti l’episodio della lotta per lo stendardo tratto dalla pittura murale con la Battaglia d’Anghiari commissionata a Leonardo per il salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio nel 1503.

La Tavola Doria ha una storia misteriosa e intrigante: trafugata e portata illegalmente fuori dall’Italia per alcuni decenni, è stata acquisita dal Fuji Art Museum di Tokyo che poi l'ha donata all'Italia nel 2012 a condizione che, per alcuni anni, venisse esposta anche in Giappone.

Il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo ha deciso di assegnarla in via definitiva alla Galleria degli Uffizi, dove arriva adesso dopo essere stata esposta al Quirinale, ad Anghiari e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nell’ambito della recente esposizione dedicata a Machiavelli.

Tra una tappa e l’altra, il dipinto è stato sottoposto a un intervento di restauro e a indagini dell’Opificio delle Pietre Dure, i cui risultati saranno diffusi nel corso di una giornata di studi in programma per il 22 maggio.

La Sala delle Carte Geografiche prende il nome dagli affreschi sulle pareti che illustrano i territori del Granducato di Toscana, opera di Stefano Bonsignori; per questa sua preziosità la sala, adiacente a quella che ospita le opere autografe di Leonardo da Vinci, è in genere chiusa al pubblico.

“L’esposizione della Tavola Doria nella Galleria degli Uffiz , in vicinanza dei dipinti di Leonardo, porta all’attenzione del pubblico internazionale del museo la memoria di uno stato incompleto dell’originale della Battaglia di Anghiari - spiega la Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini - La Tavola Doria  non risponde ai quesiti sull’effettiva presenza e consistenza della Battaglia progettata da Leonardo ma con ogni probabilità ci riporta nelle immediate vicinanze d’essa, un’impresa artistica che dopo mezzo millennio continua a suscitare curiosità e interesse”.

“Fu Leonardo,  specialmente nella Firenze del Cinquecento, ad assumere il ruolo di maestro della nuova ‘maniera’-  dichiara il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali - di conseguenze le sue creazioni fin da subito si fecero modello per i giovani che volessero educarsi all’arte: la Sant’Anna Metterza (si rammenti la coda di donne e uomini, di vecchi e ragazzi, che per due giorni s’affollò all’Annunziata per vederne il cartone), la Leda (composizione perduta ma assai studiata nelle due versioni in piedi e accovacciata) e la Battaglia d’Anghiari, incunabolo vero e proprio della ‘maniera moderna’, insieme al cartone michelangiolesco per la battaglia di Cascina destinata a campeggiare monumentale nella Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo dei Signori”.



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