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venerdì 19 ottobre 2018

Cronaca mercoledì 29 agosto 2018 ore 15:40

Turbativa d'asta e truffa, tre misure cautelari

Nell'inchiesta della procura di Livorno coinvolto l'ex responsabile comunale della protezione civile. Le indagini condotte dalla squadra mobile



LIVORNO — Tre misure cautelari, due arresti domiciliari con braccialetto elettronico e una interdizione dagli uffici per un anno, eseguite in queste ore dalla Questura di Livorno nei confronti di tre persone.

Le ordinanze sono state disposte dal Gip dopo le indagini della Procura condotte dalla Squadra Mobile per i reati di turbativa d'asta e truffa ai danni dello Stato nei confronti dell'ex responsabile della protezione civile del Comune di Livorno Riccardo Stefanini, di un imprenditore, Emanuele Fiaschi e della rappresentante commerciale di una società romana.

Secondo quanto ricostruito sono emersi "Elementi probatori rilevanti circa il reato di turbativa d’asta in concorso tra il funzionario comunale e i due rappresentanti delle imprese nell'ambito dell'aggiudicazione di due gare pubbliche, Multiservizi e Alert System".

In sintesi l’ex coordinatore della Protezione Civile di Livorno, preposto alle gare d’appalto, secondo le accuse, "Pilotava le procedure per le aggiudicazioni". 

Acquisiti, inoltre, elementi probatori circa il reato di “Truffa aggravata ai danni di ente pubblico”. Sono state, infatti, "Accertate gravi irregolarità compiute dal funzionario pubblico nel calcolare i costi degli interventi svolti dalla ditta Tecnospurghi di Fiaschi, in occasione dell’allerta meteo per neve/ghiaccio del 25-26 febbraio e 1 marzo 2018. Il pubblico impiegato, con il concorso dell'imprenditore, avrebbe in sostanza artificiosamente aumentato orari e mezzi impiegati dalla stessa ditta, gonfiando per migliaia di euro le spese sostenute dal Comune di Livorno. In particolare i lavori di spargimento di sale sulla strada, effettuati spontaneamente da un volontario, sono stati attribuiti alla stessa ditta, a cui il Comune di Livorno ha pagato lavori mai eseguiti.

Il consolidato rapporto tra i due, sempre secondo le accuse, "Si è sviluppato anche con regalie varie, pacchi dono e cene offerte dall’imprenditore allo stesso funzionario pubblico".

"Nel corso dell’analisi del materiale documentale sequestrato, sono emerse rilevanti anomalie nei prezzi fissati da Stefanini. Prezzi anomali fissati a vantaggio del privato imprenditore e a danno dell’Ente pubblico. In tal modo ogni sacco di sale da disgelo da 20 kg. è stato pagato dal Comune di Livorno 15 euro esclusa IVA, mentre nel 2013 il Comune di Pisa ha pagato per lo stesso tipo di prodotto, un pacco di sale da 25 Kg, 3.35 euro compresa IVA". 

Da ricordare che Stefanini era già stato raggiunto nel maggio scorso da una analoga misura per peculato aggravato e continuato ed era stato sospeso dal servizio.



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