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venerdì 13 dicembre 2019

Cronaca martedì 31 gennaio 2017 ore 15:10

Strage di Viareggio, condannati Moretti ed Elia

Il Tribunale ha condannato a 7 anni di carcere come ex ad di RFI Mauro Moretti e a 7 anni e mezzo gli altri ex vertici del gruppo Elia e Soprano



LUCCA — Al termine della 145ma udienza di un processo arrivato a conclusione dopo sette anni e mezzo, i giudici hanno pronunciato 23 sentenze di condanna e dieci assoluzioni per le responsabilità relarive all'incidente ferroviario che, nel 2009, provocò a Viareggio 32 morti e danni ingentissimi. Gli imputati nel processo erano 33 persone fisiche e nove società. I reati contestati, a vario titolo, erano disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

Tra i condannati  Mauro Moretti, l'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato oggi alla guida di Finmeccanica, sette anni di carcere contro i 16 richiesti dal pm ma solo per i reati contestati nella sua veste di ex ad di un'altra società del gruppo, RFI (Rete Ferroviaria italiana). Sette anni e sei mesi invece per l'altro ex ad di RFI Michele Mario Elia (il pm ne aveva chiesti 15) e per l'ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano che invece è stato assolto per i reati contestati come ex dirigente di Fs. Nessuno degli ex vertici delle società di Ferrovie era presente in aula.

Sul fronte delle società imputate, per quanto riguarda il gruppo Ferrovie sono state condannate Rete Ferroviaria italiana e Trenitalia mentre sono state assolte Ferrovie dello Stato e FS Logistica.

Assolti per non aver commesso il fatto Andreas Barth e Andreas Carlssom dell'Officina Jungenthal di Hannover, il supervisore esterno della stessa azienda Joachim Lehman, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta e il suo predecessore Stefano Rossi (responsabili della direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture), Giuseppe Farneti nella sua veste di sindaco revisore di FS e Italferr, l'amministratore delegato di Fs Logistica Gilberto Galloni.

Assoluzione dal reato di illecito amministratvo per Ferrovie dello Stato spa, Fs Logistica e Cima Riparazione.

Dopo la lettura della sentenza, un breve applauso si è levato dal pubblico ma i familiari delle vittime non hanno rilasciato alcun commento. "Lo faremo domani" ha spiegato un portavoce del comitato 29 giugno 2009.

"E' importante che non sia andato tutto in prescrizione - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - e credo che questa sentenza corrisponda a un bisogno di giustizia rivendicato con molta forza e fermezza da parte delle famiglie delle vittime e dell'intera città di Viareggio. Noi come Regione eravamo parte civile in questo processo, quindi ci siamo comportanti come era giusto fare. Chi ha sbagliato è giusto che paghi.  E comunque nessuno potrà portare conforto fino in fondo o ripagare le persone che sono state così profondamente ferite. E' per questo che, insieme alla giustizia penale che deve avere il suo corso, è importante che si continui a chiedere maggiore prevenzione".

Il terribile incidente ferroviario in cui morirono 32 persone avvenne il 29 giugno 2009. Pochi minuti prima della mezzanotte, un convoglio merci che trasportava cisterne di gpl deragliò in prossimità della stazione, innescando un'esplosione devastante che investì una fila di abitazioni situate lungo i binari. La deflagrazione seminò distruzione e morte nel raggio di alcune cetinaia di metri. Alcune delle vittime morirono sul colpo, altre dopo settimane di agonia per le gravissime ustioni. Intere famiglie furono distrutte. 

Poche settimane dopo la tragedia, familiari e sopravvissuti si costiturtono in un comitato che, per tutti questi anni, ha combattuto affinchè le cause e le eventuali responsabilità nel deragliamento venissero individuati e venisse fatta giustizia di tanto lutto e dolore.

Sono arrivati a Lucca in occasione della sentenza di oggi anche i familiari delle vittime del Moby Prince, i No Eternit di Casale Monferrato, i No Tav, i Macchinisti in marcia e motli altri comitati e gruppi di sostegno. Presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, il consigliere regionale Stefano Baccelli con il gonfalone della Regione Toscana, il presidente della provincia di Lucca e sindaco di Capannori Luca Menesini, i sindaci di Lucca e Viareggio, Alessandro Tambellini e Giorgio Del Ghingaro.

Dal giorno della tragedia, i treni transitano attraverso Viareggio a non più di 50 chilometri all'ora e la strage è diventata il simbolo della lotta per la sicurezza ferroviaria in tutta Europa.



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Si assentava dal posto di lavoro, arrestato il sindaco di Scalea

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