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giovedì 01 settembre 2016

Attualità martedì 05 gennaio 2016 ore 19:20

Montagne senza neve, allarme turismo

L'appello del presidente dell'Uncem Giurlani: "Governo e Regione riconoscano lo stato di calamità". E le imprese chiedono la sospensione delle imposte

FIRENZE — L'abbassamento delle temperature e le deboli nevicate di queste ore non sono bastate per tranquillizzare gli operatori turistici della montagna toscana. 

La totale assenza di neve sui rilievi che si è registrata durante la festività natalizia rischia infatti di compromettere irrimediabilmente la stagione e avere effetti disastrosi sui fatturati dei commercianti.

Per questo si è levato alto il grido di rabbia degli amministratori locali dei comuni montani, guidati dal presidente di Uncem, Oreste Giurlani. "Credo sia indispensabile il riconoscimento dello stato di calamità - ha tuonato Giurlani -: l'auspicio è che la Regione Toscana da un lato e il Governo dall'altro si impegnino urgentemente per porre rimedio a questa insostenibile situazione e facciano il possibile per salvaguardare un settore che per la Toscana vuol dire non solo posti di lavoro ma anche attrattività, turismo e dunque sviluppo economico".

Un appello che fa il paio con le richieste di Federfuni, ovvero l'associazione che raggruppa le aziende che gestiscono gli impianti di risalita. La sospensione dei pagamenti degli oneri fiscali e previdenziali, delle tasse comunali e dei canoni demaniali con successiva rateizzazione. Ma anche la rimodulazione dei mutui e dei contratti di leasing in corso di ammortamento per tutte le aziende colpite dallo stato di calamità naturale.

E poi l'attivazione degli ammortizzatori sociali per i dipendenti di tutte le aziende colpite dalla calamità naturale; il rifinanziamento della legge 140/99 -166/02 per le aziende del settore funiviario, finalizzato alla copertura di parte delle spese relative a miglioramenti tecnologici, revisioni speciali, revisioni generali o sostituzione delle funi.

Inoltre, vengono richieste specifiche iniziative volte ad una redistribuzione dei giorni di vacanza scolastici per l'anno in corso e per il futuro, per favorire l'avvicinamento dei giovani agli sport invernali e alla montagna.

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