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mercoledì 19 dicembre 2018

Attualità lunedì 05 novembre 2018 ore 13:01

Extravergine toscano, il 2018 anno del riscatto

Nel 2018 la produzione è cresciuta in qualità e quantità. Incremento del 20. Coldiretti: "Firenze e Grosseto capitali olivicole della Toscana"



FIRENZE — Una delle produzioni simbolo dell’agricoltura toscana come l’olio extravergine di oliva, secondo le previsioni, segnerà un incremento nella produzione 2018 stimato intorno al 20 per cento rispetto all’anno scorso. Sembra plausibile quindi che la produzione di olio extravergine di oliva toscano 2018 si attesti intorno ai 140-150mila quintali. Quindi un anno positivo che segna una ripresa nonostante l’andamento climatico particolarmente sfavorevole nelle ultime settimane, con il vento forte ha creato problemi in alcune zone.

Le operazioni di raccolta sono iniziate per le circa cinquantamila aziende agricole toscane che producono olio su una superficie complessiva che supera i novantamila ettari. Il peso del settore sul Pil agricolo regionale è importante con oltre 120 milioni di euro. Anche la qualità è ottima, senza traccia di mosca, con un prezzo interessante tra 12 e 15 euro al litro. Grosseto e Firenze sono le capitali olivicole della Toscana.

“Potrebbe essere l’anno del riscatto per l’olio toscano - dice Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana - dopo un 2017 orribile infatti si torna ai livelli 2016 per quantità e qualità. Ed anche il prezzo dovrebbe essere molto interessante anche perché nel sud Italia l’annata è andata malissimo con poco olio prodotto”.

Secondo recenti studi il valore della produzione di olio esportato dalla Toscana si aggira intorno ai 700milioni di euro (il primo semestre 2018 ha segnato un export di 319 milioni di euro secondo Monitor Intesa Sanpaolo). “Il dato dell’export di olio della nostra regione dice come il brand “toscana” richiami l’interesse di grandi gruppi industriali – continua Filippi – a produrre olio in toscana con prodotto che viene da altri territori. Per questo è importante seguire i numerosi sistemi di certificazione di origine e qualità e difendere il “panel test”, di recente sotto attacco dall’industria olearia internazionale, perché per noi – continua Filippi - è imprescindibile pilastro per tutelare la qualità del settore olivicolo, garantire la trasparenza e difendere produttori e consumatori dalle frodi e dalle contraffazioni ”.

“Per fortuna circa il 25-30% dell’olio prodotto in Toscana è venduto come olio a denominazione di origine. Infatti la nostra regione – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti - vanta 5 denominazioni riconosciute che sono: Toscano IGP, Chianti Classico DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP e Terre di Siena DOP. A fare la parte del leone è il Toscano IGP, con leadership regionale per i quantitativi certificati. Al consorzio della denominazione “Toscano” aderiscono oltre 10.250 olivicoltori, 265 frantoi, 360 confezionatori. Sei milioni e mezzo sono le piante iscritte, 35 mila i quintali di olio prodotto destinato soprattutto all’export. L’olio Toscano IGP da solo – conclude De Concilio - rappresenta oltre il 30% della produzione di olio extravergine italiano che viene messo in commercio con la certificazione di origine. Una garanzia per imprese e cittadini che vogliono scegliere di privilegiare le produzioni made in”.



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