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sabato 14 dicembre 2019

Attualità lunedì 06 ottobre 2014 ore 13:55

Operai vestiti da schiavi contro il Jobs act

Gli operai della Lucchini, della Magona e di altre aziende dell'indotto hanno organizzato per mercoledì un presidio di 24 ore all'ingresso della città



PIOMBINO — La protesta inizierà alla mezzanotte di martedì e andrà avanti fino alla mezzanotte di mercoledì.

''Con il Jobs act - spiegano i lavoratori - dovreno unire all'incertezza occupazionale anche la perdita dei nostri diritti fondamentali. Quindi diciamo sì allo sciopero generale''.

Dodici operai si vestiranno da schiavi ''per simboleggiare - dicono - le condizioni in cui ci vogliono ridurre e soprattutto per evidenziare che solo con la lotta i lavoratori potranno spezzare le catene di chi vuol togliere loro la dignità''.

''Il governo Renzi continua a non dare risposte soddisfacenti alla crisi della siderurgia di Piombino - aggiunge Paolo Francini, l'operaio che a suo tempo fu protagonista di uno sciopero della fame per salvare la fabbrica - e adesso decide di revisionare lo statuto dei lavoratori e di toglierci la qualifica di cittadini. Noi vogliamo rientrare tutti al lavoro qui a Piombino e lo vogliamo fare da cittadini e non da schiavi''.

Nei mesi scorsi anche papa Francesco ha rivolto un appello alle istituzioni per garantire il proseguimento dell'attività produttive della Lucchini. Guarda qui sotto il servizio di Toscanamedia

Servizio sull'incontro fra papa Francesco e gli operai della Lucchini - 22 maggio 2014


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Piazza Fontana, il giornalista del Corriere che era nella banca: «Mi salvò un caffè»

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