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mercoledì 17 luglio 2019

Attualità martedì 23 maggio 2017 ore 09:24

Boom di bambini non vaccinati

L'allarme della Usl Toscana nord ovest per il territorio costiero:"Su morbillo, rosolia e parotite mancano 1650 bambini all'anno"



PISA — Sulla questione delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini, interviene il direttore dell'area Igiene e sanità pubblica dell'Azienda USL Toscana nord ovest Alberto Tomasi.

“Il decreto sull’obbligo vaccinale da parte del Ministro della Salute – evidenzia Tomasi – è legato al calo delle coperture vaccinali e della conseguente ripresa di malattie prevenibili con vaccinazione, come il morbillo, che ha interessato molte Regioni italiane compresa la nostra, con un preoccupante aumento dei casi.

L’obbligo della vaccinazione è confermato per tutti i vaccini superando la vecchia distinzione tra vaccini obbligatori e facoltativi.

Adesso, quindi, tutti i vaccini raccomandati diventano indispensabili per accedere ad asili nodo e scuole materne.

L’ottica di questo decreto è quella di salvaguardare tutti i bambini, anche quelli che per gravi motivi sanitari non possono essere vaccinati e che verrebbero esposti al rischio di contrarre le malattie infettive prevenibili con la vaccinazione”.

Le coperture vaccinali sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest ( le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara ) come nelle altre aziende sanitarie toscane, sono quindi in diminuzione.

“Per fare un esempio – conferma Tomasi - per il vaccino esavalente (antidifterite-tetano-pertosse-poliomielite-epatite B- emofilo) che va iniziato a partire dal terzo mese e completato con la terza dose all’anno di età, le coperture sono di poco inferiori al 95% ciò significa che su cento bambini 5 non sono vaccinati. Ogni anno si viene ad accumulare un numero di bambini non vaccinati e quindi suscettibili alle malattie, che nella nostra Azienda, che conta circa 11.000 nuovi nati ogni anno, è di circa 550.

Per quanto riguarda il morbillo-rosolia-parotite (vaccino trivalente) la situazione è ancora più preoccupante, con una percentuale di non vaccinati che arriva al 15% vale a dire 1650 bambini all’anno.

Questi dati spiegano il motivo per cui quest’anno anche nella nostra Azienda la diffusione del morbillo è stata importante.

L’aumento dei casi è quindi dovuto al fatto che negli anni si sono accumulati molti soggetti non vaccinati (per lo meno 1650 all’anno) tra i quali la malattia si è diffusa colpendo non solo i bambini ma anche molti giovani adulti non vaccinati”.



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