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domenica 17 dicembre 2017

Attualità martedì 10 gennaio 2017 ore 17:30

Il gelo artico mette a rischio le colture

Coldiretti lancia l'allarme: "Situazione critica nel pisano". A repentaglio le coltivazioni di cavoli, verze, cicorie, radicchio, broccoli e finocchi

PISA — Il gelo artico colpisce anche l’agricoltura pisana. A rischio le coltivazioni invernali in pieno campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio, broccoli e finocchi. Situazione critica nella piana pisana specializzata nelle produzioni orticole. E' questo in sintesi il quadro della situazione che emerge dal monitoraggio effettuato da Coldiretti Pisa nelle scorse ore.

L’ondata eccezionale di freddo artico ha spinto la colonnina di mercurio fino a – 4 nella giornata di martedì 9 gennaio portando le temperature ben al di sotto della media: lo scorso anno, nello stesso giorno, il termometro segnava + 8. “Siamo in stato di allerta – spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa – perché se il freddo persisterà con questa intensità molte aziende perderanno i raccolti invernali seminati in pieno campo. Siamo in ansia anche per le gemme delle piante da frutto che si trovano in una fase molto delicata che è quella della prefioritura e sono quindi molto vulnerabili così come per gli olivi e le produzioni floricole. Nei prossimi giorni avremo un quadro più completo ed esaustivo”.

Rispetto allo stesso periodo la temperatura media è scesa di 4 gradi passando da 7,8 agli attuali 4,4 mentre le minime da 4,6 grandi a 0,1. “A soffrire di più, in questo momento, sono le produzioni tipiche dell’inverno che rappresentano una base alimentare importante ed indispensabile per l’alimentazione e la salute. – analizza Aniello Ascolese, direttore Coldiretti Pisa – Al momento, almeno nei nostri mercati, il prodotto non manca grazie alla coltivazione in serra che ha però una produzione limitata. Il timore di nuove gelate è diffuso su tutto il territorio provinciale. Il gelo sta costringendo gli agricoltori ad uno sforzo anche economico maggiore che devono accendere le caldaie per riscaldare i tunnel. L’altro rischio – conclude Ascolese – è per il settore cerealicolo: il freddo potrebbe bloccare o rallentare la crescita. Continuiamo a tenere la situazione sotto controllo”.

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