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lunedì 11 dicembre 2017

Lavoro sabato 12 agosto 2017 ore 17:10

Poste, nessuna risposta e lo sciopero continua

Il sindacato Uilposte Toscana proclama lo sciopero delle prestazioni straordinarie fino al 20 agosto in tutta la regione

FIRENZE — La Uilposte Toscana, come ormai da qualche mese, prosegue lo sciopero degli straordinari di tutti i settori di Poste Italiane della Toscana fino al 20 agosto 2017.

"Una mobilitazione necessaria - spiega il Segretario Generale della Uilposte Toscana, Renzo Nardi - Siamo di fronte alla totale assenza di riposte da parte dell'azienda in merito alle nostre richieste di migliori condizioni di lavoro e di qualità del servizio. La situazione è arrivata a livelli inaccettabili e fino a che non arriveranno riposte serie e impegni concreti, noi non ci fermeremo".

Lo sciopero degli straordinari, indetto dalla Uilposte Toscana a partire dal 22 luglio scorso, ha le seguenti motivazioni: la cronica assenza di personale, le continue ed eccessive trasferte richieste ai lavoratori, la gestione, la situazione di difficoltà a cui sono stati abbandonati i lavoratori di Arezzo e Prato.

La trasformazione, come chiede da tempo la Uilposte Toscana, del personale da contratto part-time a full-time, anche in ambito recapito, così da sopperire alla preoccupante diminuzione della forza lavoro causata dal massiccio e inarrestabile ricorso agli esodi incentivati, e per dare una migliore prospettiva ai giovani, che oggi si trovano ad avere un salario troppo basso. I mezzi di lavoro obsoleti e inadeguati che vengono sostituiti troppo a rilento per venire incontro alla necessità dei lavoratori. 

Il massiccio utilizzo di contratti a temo indeterminato in ambito recapito, che vengono impiegati spesso senza rispettare le norme contrattuali e su più zone di recapito contemporaneamente ben oltre il normale orario di lavoro previsto

"Ad oggi l'azienda si è dimostrata del tutto inadempiente rispetto ad alcune problematiche che riguardano i lavoratori, ma anche i cittadini - spiega ancora Nardi - Non possiamo accettare la cronica carenza di personale, aggravata dai pensionamenti, né la decisione unilaterale sul passaggio delle inesitate, cioè il ritorno della consegna di raccomandati e atti giudiziari non consegnati negli uffici postali. A lavoratori e cittadini servono risposte da Poste Italiane che da troppi mesi non arrivano".

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