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lunedì 16 dicembre 2019

Cronaca venerdì 23 dicembre 2016 ore 16:56

Cella in fiamme e agenti intossicati

Un nuovo incendio doloso appiccato nel carcere pratese della Dogaia dopo quello di pochi giorni fa. Il sindacato Sappe annuncia lo stato di agitazione



PRATO — Ci risiamo. Solo la settimana scorsa si era verificato l'ultimo caso, quando un detenuto aveva dato fuoco alla cella di isolamento. Stavolta è successo nel reparto di media sicurezza. Dalla cella in cui sono state appiccate le fiamme si è alzato subito un fumo acre e denso che ha portato a far evacuare l'intera sezione. Sei gli agenti intossicati. Si tratta del terzo caso in due settimane. 

A dare notizia dell'episodio, avvenuto ieri sera, è il segretario toscano del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Pasquale Salemme. E' lui a spiegare che "l'intervento dei poliziotti è stato reso particolarmente arduo dall'intensità dell'acre fumo, che in breve tempo ha saturato l'ambiente e dall'ulteriore insano comportamento messo in atto da un detenuto magrebino, che dopo aver appiccato il fuoco, avvalendosi di una lametta privata dell'involucro in plastica, si è procurato numerose ferite da taglio sul corpo".

Altro aspetto su cui il sindacato punta il dito: il personale, si legge in una nota del Sappe, si è ritrovato ad intervenire, ancora una volta, "senza l'ausilio dei previsti dispositivi antincendio, mettendo a repentaglio la propria incolumità per la salvaguardia della popolazione detenuta". 

L'incendio, oltretutto, non è stato l'unico caso di violenza che si è verificato nella giornata di ieri. C'è stata infatti anche una violenta rissa all'interno di un'altra sezione e il protagonista è stato lo stesso detenuto magrebino che alcuni giorni prima aveva a sua volta appiccato il fuoco nella sua cella. "Nel corso della mattina un detenuto di nazionalità albanese, dopo aver ripetutamente sfidato e minacciato l'agente addetto alla sorveglianza della sezione, che lo invitava a fare rientro in cella, gli scagliava sul volto del caffè bollente. Rinnoviamo alle istituzioni penitenziarie nazionale e regionali tempestivi provvedimenti", aggiunge Capece che ora annuncia lo stato di agitazione dei poliziotti penitenziari aderenti al Sappe.



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