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giovedì 22 agosto 2019

Attualità venerdì 27 novembre 2015 ore 17:42

Il Progetto Prato come modello da esportare

L'assessore alle attività produttive Ciuoffo alla tavola rotonda che ha concluso la tre giorni dedicata ai risultati dei controlli nelle aziende



PRATO — Il Progetto Prato come modello da replicare anche in altre parti della Toscana. Tre giorni per illustrare i risultati fino a qui conseguiti con i vari interventi proposti a partire dal 2011, ma anche per gettare lo sguardo sul futuro del progetto stesso e su una città alle prese con trasformazioni sempre in atto.

"A Prato - commenta Ciuoffo - convivono 118 etnie diverse che hanno deciso di venire qui e scommettere sulla propria vita, sul proprio futuro. Spesso questo viene considerato come un problema e invece secondo me è parte dell'identità di questa città. Un fenomeno che senz'altro genera problemi o criticità, ma anche tante opportunità".

Secondo l'assessore regionale l'ingresso nella comunità pratese di 30mila cittadini provenienti dalla Cina ha determinato una trasformazione profonda del tessuto sociale.

Il Progetto Prato è stata una risposta di sistema ad una situazione critica che la Regione ha di affrontarla. Un approccio scientifico alle varie categorie di criticità da affrontare, attraverso una lettura attenta dei numeri e dei problemi. Il lavoro non è concluso però il modello è stato costruito, un modello che può servire anche per affrontare efficacemente e positivamente le situazioni complesse di altre zone della Toscana.

Infine l'impegno, espresso dall'assessore, a proseguire sui tanti fronti aperti col Progetto. con l'obiettivo del pieno controllo delle circa 7700 aziende che gravitano nel territorio pratese prosegue, con buoni risultati di emersione e adeguamento normativo. 

"Non è un'operazione di polizia - ha aggiunto Stefano Ciuoffo - ma uno strumento per aiutare a far capire i rischi connessi all'esercizio del lavoro, per aiutare a operare in sicurezza e tranquillità. Daremo continuità anche al percorso di formazione per creare figure in grado di dare consulenza alle imprese, che il territorio richiede".




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