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lunedì 17 giugno 2019

Politica sabato 25 ottobre 2014 ore 18:15

Renzi: "Alla Leopolda l'Italia che crea lavoro"

Dodicimila persone nei primi due giorni della kermesse. Tavoli di discussione e imprenditori sul palco. Il premier: "Faccio solo due mandati".



FIRENZE — La parola d'ordine è "idee". Per il presente e per il futuro, per l'Italia e per l'Europa. Il "garage" della Leopolda si anima nella seconda giornata di 104 tavoli di discussione ognuno su un tema diverso, metà al mattino e metà al pomeriggio. Coordinati da ministri, parlamentari, militanti del Partito Democratico o amministratori locali sono il luogo a cui il padrone di casa, il premier Matteo Renzi, chiede di produrre (come accaduto in passato) progetti e suggerimenti da tradurre in azioni di governo.

Lui, Renzi, coordina i lavori dal palco, annuncia che "nello spirito della Leopolda farò al massimo due mandati al governo", che nel prossimo pacchetto di riforme ci saranno anche "ius soli e unioni civili" e per la seconda volta, dopo essersi preso l'intervento di apertura della kermesse, cambia in corsa la scaletta, intervallando le due sessioni di lavoro con 15 interventi dal palco. Un momento dedicato, per usare le sue stesse parole, a far parlare "chi crea lavoro", vale a dire alcuni tra i maggiori imprenditori italiani tra cui Patrizio Bertelli (patron di Prada), Andrea Guerra (ex ad di Luxottica) o Brunello Cucinelli (imprenditore del cachemire). Una sorta di contro-messaggio alla piazza di Roma e alle critiche ricevute sul Jobs Act.

Tra i protagonisti della giornata, oltre alla foltissima pattuglia di ministri composta da Boschi, Delrio, Madia, Pinotti, Franceschini e Lanzetta, anche il finanziere Davide Serra le cui parole, ancora una volta, hanno fatto discutere. "Si dovrebbe limitare il diritto di sciopero nel settore pubblico" ha detto in mattinata. Parole dalle quali si sono dissociati sia dal palco sia altri partecipanti alla kermesse sottolineando come quello allo sciopero sia un "diritto fondamentale" da salvaguardare in ogni caso.

Quello del ministro Maria Elena Boschi, invece, è stato come da facili previsioni il tavolo che ha attirato le maggiori attenzioni. "Sono molto contenta che ci sia tutta questa partecipazione - ha spiegato - significa che le riforme non solo servono al Paese, ma che i cittadini le vogliono". "Si è compreso che queste sono riforme che servono a rendere questo Paese più moderno e più semplice - ha aggiunto - Le stiamo aspettando da 30 anni, finalmente abbiamo fatto un passo in avanti, al Senato. E' solo un primo passo, ma è fondamentale".

Servizio di Francesco Sangermano
Luca Lotti - Dichiarazione


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