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sabato 15 dicembre 2018

Cultura giovedì 24 settembre 2015 ore 12:03

Monna Lisa, a un passo dalla verità

Servizio di Elisabetta Matini

Uno dei tre scheletri ritrovati a Sant'Orsola potrebbe essere davvero quello della nobildonna che fece da modella a Leonardo per la Gioconda



FIRENZE — Alla fine i risultati di tre anni di studi di archeologi, storici dell'arte, antropologi portano tutti nella stessa direzione: uno dei tre reperti ritrovati durante gli scavi messi in atto dal 2012 nell'antico complesso di S.Orsola, in pieno centro storico, è compatibile con il periodo di morte di Lisa Gherardini del Giocondo, nobildonna deceduta il 5 luglio 1542 dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua esistenza nel convento di S.Orsola, di cui fu mecenate e dove fu seppellita. E Lisa Gherardini potrebbe essere proprio la donna che posò per Leonardo da Vinci mentre dipingeva il suo capolavoro più famoso, la fino ad oggi misteriosissima Gioconda.

"L'attenta lettura delle sepolture avvenute nel convento, poche nel corso di 200 anni, sostanzia la tesi da noi sostenuta ovvero che la sepoltura che abbiamo denominato con la sigla A molto probabilmente appartiene alla Monna Lisa - si legge in una nota di Silvano Vincenti, membro del Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, culturali e ambientali - Purtroppo disponiamo di pochi resti mortali di Lisa Gherardini Del Giocondo e senza il teschio ma le conclusioni a cui siamo giunti sono un grande risultato".

I tre resti mortali citati da Vincenti sono stati ritrovati in un cassone, una sorta tomba comune. L'esame del carbonio 14 ha datato il cassone fra il 1450 e il 1545. Anche le ricerche delle antropologhe e vari documenti storici hanno confermato che il cassone è stato utilizzato per le sepolture fino al 1545, quindi fino a tre anni dopo la morte di Lisa Gherardini del Giocondo.

Nella ricerca dei resti della Monna Lisa hanno rivestito un ruolo centrale alcuni documeni storici in cui le monache del convento hanno trascritto nel corso dei decenni le sepolture avvenute all'interno di S.Orsola, come quelle di Ginevra d'Antonio Maria della Mirandola, di Maria del Riccio, di Donna Diamante Antinori e, appunto, di Lisa Gherardini Del Giocondo.

"Nei documenti scritti dalle suore del terz'ordine delle Osservanti - ribadisce Vincenti - è stato riportato, direttamente o indirettamente, se queste nobildonne venivano inumate nella chiesetta di S.Orsola o nel cimiterino situato sul lato nord del chiostro. Grazie ai dati stratigrafici, archeologici, antropologici e storici che abbiamo raccolto, possiamo asserire con la prudenza tipica della scienza che la percentuale di probabilità del ritrovamento dei resti mortali della Monna Lisa è molto alto".

Ma la certezza assoluta ancora non c’è e probabilmente si farà attendere ancora per un bel po': al momento non esiste tecnologia in grado di sottoporre al test del dna le poche ossa degradate ritrovate a S.Orsola e di confrontarlo con quelli dei discendenti di Lisa. Il mistero quindi continua fino alla prossima puntata.



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