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domenica 20 ottobre 2019

Attualità venerdì 12 dicembre 2014 ore 17:30

Cinquantamila toscani dicono no al Jobs act

Servizio di Tommaso Tafi

Adesione oltre il 70% nelle aziende della regione allo sciopero generale di 8 ore indetto da Cgil e Uil. I sindacati: "Ora Renzi dovrà ascoltarci"



FIRENZE — "Basta con le decisioni unilaterali da parte del governo". E' questo il grido più forte lanciato da Serena Sorrentino, della segreteria nazionale della Cgil, che insieme al segretario regionale della Uil, Francesca Cantini, ha chiuso la manifestazione più imponente della Toscana, quella di Firenze, che ha fatto registrare oltre 30 mila partecipanti arrivati anche da Prato e Pistoia.

Ma è una gran parte del mondo del lavoro toscano ad aver incrociato le braccia per otto ore ed essersi riversato nelle piazze di Siena, Pisa e Firenze, in polemica contro la politica economica del governo Renzi e soprattutto contro la legge delega del Jobs Act, che prevede tra le altre cose, il superamento dell'articolo 18, il demansionamento e il controllo a distanza della produttività dei lavoratori.

Nelle aziende private della regione l'adesione si è stabilizzata attorno al 70%, con punte massime del 96% alla Sammontana a Empoli, del 90% alla Whirlpool di Siena, del 90% alla Kme di Barga in Lucchesia e del 78,8 alla Nuovo Pignone di Firenze.



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