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domenica 24 marzo 2019

Attualità mercoledì 11 febbraio 2015 ore 11:29

Scoperta frode fiscale sui metalli preziosi

Maxi operazione della guardia di finanza: 4 fermati e 28 indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato



AREZZO — Secondo gli uomini delle fiamme gialle di Arezzo, la frode fiscale all'Iva sarebbe stata messa in piedi nell'ambito del commercio di metalli preziosi, prevalentemente argento, ma pure palladio e platino, attraverso l'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. 

In corso di esecuzione, da parte di 150 finanzieri impegnati su tutto il territorio italiano, anche 45 perquisizioni che interessano prevalentemente la provincia di Arezzo, ma anche quelle di Bari, Roma, Perugia e Benevento .

Le aziende coinvolte nell'indagine sono in tutto dieci, di cui nove del distretto orafo aretino, e sempre dalla cittadina toscana arrivano due delle quattro persone sottoposte a fermo. Persone che, pur non avendo un ruolo nelle società coinvolte, ne avrebbero gestito l'operatività, controllando i prestanome.

Il meccanismo, come spiegato dalle fiamme gialle che hanno agito nell'indagine coordinate dal pm Marco Dioni, si basava sull'acquisto, da parte di due organizzazioni, di ingenti quantitativi di argento puro, acquisto che per il meccanismo del reverse charge non prevede di corrispondere l'Iva ai fornitori. Quindi l'argento veniva trasformato, fuso in verghe, da fonderie compiacenti, con l'unico scopo di assoggettare ad Iva le vendite successive, attraverso società cartiere, che non versavano però Iva né imposte dirette. Poi il metallo era ceduto al cliente finale, che è risultato essere sempre lo stesso soggetto, il quale lo faceva di nuovo affinare per ricollocarlo sul mercato. 

In questa maniera i componenti le organizzazioni avrebbero intascato l'Iva delle operazioni commerciali che mettevano in piedi loro stessi, e permetteva al cliente finale di acquistare i preziosi ad un prezzo molto inferiore, rispetto a quello delle aziende che fornivano i beni e davano l'avvio al meccanismo realizzato per truffare l'erario.



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