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domenica 25 agosto 2019

Attualità giovedì 13 luglio 2017 ore 12:25

Straordinario intervento chirurgico su un neonato

Il piccolo soffriva per una grave ernia diaframmatica che gli aveva spostato nel torace milza, colon, ileo e una parte del fegato



SIENA — Eccezionale intervento su un neonato di nazionalità inglese a cui era stata diagnosticata, durante la gravidanza della mamma, una gravissima ernia diaframmatica che gli aveva provocato lo spostamento dall'addome al torace di diversi organi tra cui colon, ileo, milza e parte del fegato.

Il piccolo è stato operato alla nascita, programmata a 36 settimane, grazie alla collaborazione tra i professionisti del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda ospedaliero universitaria senese, diretto dal professor Mario Messina.L'intervento è andato bene e il neonato è già in grado di alimentarsi da solo. Eppure le sue probabilità di sopravvivenza erano minime.

“La valutazione del rischio indicava un tasso di mortalità del 75 per cento - ha spiegato il professor Messina - I genitori, in Italia per motivi di lavoro, hanno scelto il nostro centro per proseguire la gravidanza. La madre è stata presa in carico dalla nostra équipe multidisciplinare e la malformazione è stata studiata con esami ecografici periodici e con una risonanza magnetica fetale eseguita dal dottor Francesco Carbone, che confermava la diagnosi dei colleghi britannici e la gravità della patologia".

La gravidanza è stata quindi portata avanti a Siena ed è stato programmato il parto alla 36ma settimana. 

“Abbiamo aspettato alcuni giorni per avere le condizioni minime di sicurezza per operare - ha precisato il dottor Messina - L’intervento è stato effettuato direttamente in terapia intensiva neonatale, con grande collaborazione dell’équipe diretta dalla dottoressa Barbara Tomasini, degli anestesisti, coordinati dal dottor Pasquale D’Onofrio e dallo staff infermieristico materno infantile. Hanno partecipato anche i chirurghi Francesco Molinaro e Rossella Angotti. L’intervento  è durato circa 3 ore ed è andato bene”. 

Il piccolo, dopo tre settimane di ricovero in terapia intensiva, è stato affidato alle cure della pediatria neonatale, diretta dal professor Giuseppe Buonocore ed è fuori pericolo.



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