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lunedì 23 settembre 2019

Cronaca lunedì 16 marzo 2015 ore 17:50

Terremoto giudiziario sulle grandi opere

Servizio di Tommaso Tafi

Svelato il 'sistema Incalza' fatto di tangenti e consulenze. Indagate 51 persone tra cui ex parlamentari ex sottosegretari ed ex amministratori locali



FIRENZE — Le indagini sono partite nel 2013, dal cantiere per il sottoattraversamento fiorentino dell'alta velocità. E' in questo contesto che gli investigatori si sono imbattuti in quello che poi hanno definito il "sistema Incalza", che prende il nome dall'ex super dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ercole Incalza, attualmente a capo della Struttura tecnica di missione che si occupa di grandi opere. 

Un sistema che, secondo gli inquirenti, è stato applicato a 11 tra i più importanti appalti che hanno interessato tutta l'Italia: in particolare quelli legati all'alta velocità nelle tratte tra Milano e Verona, Firenze e Bologna e Genova e Milano, ma anche quelli autostradali e quelli per la realizzazione di palazzo Italia ad Expo 2015.

Il sistema funzionava così: Incalza induceva le imprese vincitrici di ogni appalto a nominare come direttore dei lavori l'ingegner Stefano Perotti, finito anche lui in manette. In questo modo Incalza garantiva alle imprese, secondo gli inquirenti, procedure burocratiche semplificate e in alcuni casi il via libera a varianti in corso d'opera. Perotti in cambio assegnava a Incalza alcune consulenze esterne e incarichi lautamente retribuiti. Insieme a Perotti e Incalza sono finiti in manette anche l'imprenditore Francesco CavalloSandro Pacella, collaboratore dell'ex super manager.

Risultato di questo sistema: i costi delle opere sarebbero lievitati di oltre il 40%.

Gli investigatori hanno ipotizzato un'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ma il gip di Firenze ha respinto questa richiesta, accogliendo invece quella di iscrivere nel registro degli indagati altre 47 persone, tra cui 4 politici. Si tratta di Vito Bonsignore, (ex Pdl), Antonio Bargone, ex sottosegretario ai lavori pubblici nei governi Prodi e D'Alema ed ex presidente Sat, Stefano Saglia, ex sottosegretario al ministero per lo sviluppo economico (ex Pdl), e Rocco Girlanda, ex sottosegretario alle Infrastrutture (ex Pdl).

Secondo quanto emerge da alcune intercettazioni contenute nell'ordinanza con cui il Gip ha disposto gli arresti, Incalza avrebbe intessuto un rapporto privilegiato con Maurizio Lupi, attuale ministro dei trasporti, arrivando persino a scrivere il programma dell'Ncd.

Da quanto emerge da una telefonata intercettata tra Lupi e Incalza poi, quest'ultimo avrebbe anche sponsorizzato la nomina di Riccardo Nencini a viceministro dei trasporti: "Dopo che tu hai dato...hai coperto...hai dato la sponsorizzazione per Nencini...l'abbiamo fatto viceministro", diceva Lupi il 28 febbraio scorso. 

Resta ora da capire se la nuova inchiesta avrà ripercussioni sui cantieri. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha chiesto che i cantieri proseguano, mentre le esponenti di Sel in parlamento, Alessia Petraglia e Marisa Nicchi hanno chiesto che venga istituita una commissione d'inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino dell'Alta velocità.



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