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mercoledì 26 giugno 2019

Cronaca venerdì 12 maggio 2017 ore 11:40

Gli inchiostri tossici smaltiti nella fogna

La polizia municipale ha sequestrato una stamperia cinese priva di autorizzazioni ambientali. All'interno 80 contenitori di sostanze tossiche



PRATO — Il fortissimo odore di diluente e solvente impregnava tutti gli ambienti della ditta cinese: all'interno infatti c'erano ben 80 contenitori, tutti vicino ai lavoratori, che per tutto il giorno inalavano queste sostanze altamente tossiche. Alcuni coloranti per il processo di stampa digitale e serigrafica, nonché alcuni prodotti chimici ausiliari, riportavano etichettatura in lingua cinese. L'azienda è stata sequestrata e denunciato il proprietario, un cinese di 27 anni.

Il proprietario della ditta non hanno dato alcuna dimostrazione di come venissero smaltiti i propri rifiuti, classificabili anche come pericolosi, limitandosi a riferire di appoggiarli all’esterno del portone principale per il successivo ritiro, da parte di chi non si sa. 

Il grosso quantitativo di prodotti chimici non era stato dichiarato nella domanda di autorizzazione, così come nulla era stato riferito circa le soluzioni acquose derivanti dal lavaggio dei quadri da stampa, che invece di essere correttamente smaltiti come rifiuti finivano nel pozzetto delle acque meteoriche e da lì verso la fognatura.

Trovati al lavoro anche tre operai clandestini che sono stati foto-segnalati da parte della polizia municipale: l’ispettorato del lavoro ha provveduto ad effettuare la sospensione dell’attività imprenditoriale e a denunciare il titolare per l’impiego di manodopera clandestina.

Numerose violazioni alla normativa antincendio e sicurezza dei luoghi di lavoro sono state riscontrate anche da parte dei Vigili del Fuoco e del personale della ASL intervenuto.



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