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lunedì 17 dicembre 2018

Politica lunedì 13 agosto 2018 ore 10:30

Caro nemico ti scrivo su Facebook

Susanna Ceccardi e Simone Millozzi

Susanna Ceccardi (Lega) e Simone Millozzi (Pd) gestiscono comuni adiacenti con problematiche simili ma non si incontrano mai. Però si scontrano su FB



PONTEDERA — Pontedera e Cascina sono due dei comuni più popolosi della provincia di Pisa, confinano fra di loro, hanno problematiche simili come lo stesso tessuto economico (in crisi), la sicurezza e la gestione degli immigrati, eppure appaiono distanti anni luce. Il motivo? Semplice: a Pontedera resiste il Pd mentre a Cascina in municipio c'è la Lega.

Unica cosa che accomuna i due sindaci, Simone Millozzi di Pontedera e Susanna Ceccardi di Cascina, è l'utilizzo quotidiano di Facebook, per mantenere un contatto diretto con i rispettivi cittadini, aumentare i consensi e attaccare gli avversari politici. Ma a ben vedere anche sul noto social network le differenze fra i due primi cittadini sono abissali.

Mentre Millozzi ultilizza il social network prevalentemente per comunicazioni istituzionali, cercando di evidenziare con toni pacati il buono della propria politica amministrativa e affidando ai suoi lettori anche lunghe ed articolate riflessioni, Ceccardi non manca mai di attaccare gli avversari politici con post alle volte aggressivi, in genere brevi acidi strali. Inoltre, a differenza dell'omologo pontederese, la sindaca di Cascina concede ai suoi lettori anche spunti di vita personale, vacanze comprese, dove comunque la "fede leghista" è sempre in evidenza.

Ma al pari di ogni utente Facebook che si rispetti, Millozzi e Ceccardi litigano fra loro a distanza senza incontrarsi mai. L'ultima occasione per attaccare il collega Pd, la sindaca leghista se l'è trovata servita su un piatto d'argento: una rapina violenta alla stazione di Pontedera, che ha portato all'arresto di un immigrato richiedente asilo. 

I due, anche in questo caso, rispettano la propria prassi comunicativa: Ceccardi si limita a sottolineare e ad evidenziare, Millozzi prova a spiegare e ad argomentare.

"A Pontedera il 2019 sta arrivando e presto arriverà anche un collega leghista", ha immediatamente commentato a mo' di telegramma Ceccardi, facendo riferimento alle prossime elezioni amministrative nel comune limitrofo.

La replica di Millozzi non si è fatta attendere, come suo solito piuttosto articolata ma meno pacata del consueto.

"La mia collega di Cascina - ha scritto il primo cittadino pontederese - non perde occasione per raccontare il nulla che accompagna la sua azione di governo. È un gioco da ragazzi la mattina prendere un quotidiano locale e commentare un fatto di cronaca per ricordare al mondo le due o tre parole d'ordine del proprio capo politico. Così tanto per ricordare a se stessi, ma soprattutto all'opinione pubblica, la propria (unica) ragion politica d'esistere: lanciare allarmi, paure, soluzioni semplici a temi complessi.

Il sindaco di Cascina, ed in modo ancor più grave il Ministro degli interni della Repubblica italiana, non hanno altri strumenti di sopravvivenza e si aggrappano ai fatti che a loro sembrano più favorevoli per (mal) celare il deserto su cui hanno accampato la propria azione di governo. Per adesso l'orizzonte delle legittime preoccupazioni dei cittadini, la fase ancora grave (e non certo conclusa) della crisi economica e sociale più significativa dal dopoguerra ad oggi sono terreno fertile su cui costruire i castelli di rabbia della loro propaganda. Non si tratta peraltro di una visione politica né di destra né di sinistra. Si tratta piuttosto della brutale e becera rapacità con cui si prova a scommettere sulla difficoltà di un paese. Io sono abituato, da sinistra, a misurare la serietà di ogni azione di governo sulla sua volontà di perseguire interessi davvero generali ed in favore della comunità intera.

Verrà un tempo, non credo troppo lontano, che i castelli di rabbia costruiti dai seminatori di odio e dai loro epigoni faranno la fine di quei castelli di sabbia sulla battigia: saranno assorbiti e sostituiti dalla bellezza solidale e naturale con cui il mare riesce a convivere con la spiaggia. Fino ad allora chi porta rispetto alla dignità ed al valore dell'essere umano, alla bellezza della solidarietà, al rispetto della legalità e della convivenza civile libera e cosmopolita delle città non si farà intimidire dal demagogo di turno. Finché mi sentirò dalla parte dei valori della nostra stupenda costituzione non smetterò di far sentire la mia voce".

A scontrarsi, oltre a due visioni politiche diametralmente opposte, anche due modi di intendere la comunicazione assai diverse. Quale sia la più efficace difficile dirlo, la sentenza spetterà ai lettori elettori.

 

Guido Bini
© Riproduzione riservata



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